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Nuova vita per aree e immobili
produttivi dismessi: il Comune
chiama i privati per bando Attract

Quante sono le aree industriali o del terziario dismesse, sparse sul territorio cittadino? Il Comune prova a censirle e lo fa prendendo spunto da un bando proposto dalla Regione che punta a veicolare la loro esistenza in ambito internazionale. Primo incontro, questa mattina a palazzo comunale, tra proprietari di immobili ed aree a destinazione produttiva – commerciale attualmente non utilizzati, per sondare un eventuale interesse al programma AttrAct – Accordi per l’attrattività ossia per trovare in ambito internazionale investitori interessati ad insediamenti. L’incontro, a cui hanno partecipato una decina di titolari di immobili ed aree, è stato voluto dall’assessore al patrimonio ed Area Vasta Andrea Virgilio e dal vicesindaco Maura Ruggeri, con delega al Lavoro. Un incontro positivo, per far conoscere le finalità del programma ossia “valorizzare l’offerta territoriale attraverso l’individuazione delle caratteristiche dell’offerta localizzativa e del relativo contesto di investimento; promuovere in Italia e all’estero, opportunità di localizzazione e investimento in Lombardia”, come si legge nelle linee guida.  I siti che possono essere inseriti in questa sorta di banca dati a scopo promozionale sono aree ed edifici attualmente non occupati da attività di impresa e quindi disponibili. La destinazione d’uso deve essere produttiva, direzionale, turistico – ricettiva, logistica e trasporti; le aree devono avere una superficie pari ad almeno 10mila mq per aree edificabili o con superficie lorda di pavimento pari ad almeno 1000 mq per edifici già esistenti.

Termine ultimo per la presentazione delle candidature è il 30 maggio, il settore comunale di riferimento per eventuali chiarimenti è Sviluppo, Lavoro ed area omogenea (dirigente Mara Pesaro) in via Aselli 13a. Subito dopo la scadenza, il Comune nominerà una commissione per l’esame formale delle proposte per poi candidarle al programma. In caso di elevato numero di richieste (più di 10), e limitatamente agli edifici, l’ente locale si riserva una ulteriore valutazione tecnica interna che terrà in considerazione due criteri qualitativi: l’ubicazione in centro storico e la localizzazione sugli assi viabilistici principali della città.

g.biagi

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