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Il caso del sospetto
morbillo crea fobia
tra le mamme in rete

C’è chi – da genitore – se la prende con altri genitori che non avevano mai fatto vaccinare i propri figli contro il morbillo ed ora sono stati obbligati dall’ospedale (prima era l’Asl ad occuparsene); chi si lamenta per la difficoltà ad accedere alle informazioni e chi si chiede semplicemente perché non sia stata diffusa subito l’informazione. Il caso di presunto morbillo alla scuola materna S.Ambrogio, che ha avviato una campagna vaccinale straordinaria su tutti i piccoli alunni (una sessantina) e sul personale, sta facendo il giro dei social network, in particolare la pagina cremonese di “Mamme e dintorni”. Già due giorni fa – il 23 maggio, quando è scattata la campagna vaccinale anche con richiami ai bimbi che avevano già effettuato la prima dose – circolavano le prime domande allarmate sul caso che sta agitando i genitori, anche a causa del dibattito creatosi in seguito alle recenti disposizioni di legge sull’obbligatorietà del vaccino per potersi iscrivere a scuola.
Dallo scambio di opinioni in rete, emerge come l’argomento stia davvero spaccando l’opinione pubblica e creando disorientamento. Qualcuno fa presente che “a Cremona sta girando”, anche tra gli adulti, qualcun altro afferma irritato che ci si ammala per colpa di chi rifiuta il vaccino e si chiede come mai debbano fare il richiamo anche i già vaccinati. Si difendono i progressi della medicina preventiva deprecando la ‘mentalità medioevale’ (“per fortuna l’anno prossimo sono obbligatori”), ma su tutto prevale una comprensibile confusione. Emerge anche la grande difficoltà ad ottenere informazioni telefoniche al numero dell’ospedale, come già emerso durante l’ondata di allarme per la meningite lo scorso inverno.

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