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Bodini annuncia: 'Lascio questo Pd, ma spero sia un arrivederci'

L'ex sindaco Paolo Bodini (al centro) durante la presentazione del comitato cremonese per Orlando. A sinistra Pierluigi Rotelli, a destra Michel Marchi

Non rinnoverà la tessera del Pd l’ex sindaco e attuale presidente della Fondazione Museo del Violino Paolo Bodini, che nei giorni scorsi ha consegnato ad una lettera inviata ai compagni di partito che avevano sostenuto la mozione Orlando, le sue riflessioni sul futuro della maggiore forza politica del Paese. E’ il segno più evidente di un malessere crescente nel centrosinistra locale, una scelta che potrebbe influenzarne altre, quelle di altri esponenti locali che avevano creduto nell’alternativa a Matteo Renzi: starebbero già pensando ad una fuoriuscita Marco Pezzoni, Gianfranco Berneri, Pierluigi Rotelli, Michele Arisi, Duilio Bianchi. Una decisione, quella di Bodini, che muove dagli eventi nazionali (in particolare: la svolta proporzionalista sulla legge elettorale, in un partito che si era sempre definito a vocazione maggioritaria; l’accelerazione sulle elezioni tra settembre e ottobre; il mancato ingresso degli orlandiani in segreteria), ma che non risparmia critiche anche sul piano locale, visto che, scrive Bodini,  “anche localmente non sì è sentita neppure la necessità/opportunità di una assemblea post primarie per un minimo di valutazione e di confronto: come se nulla fosse accaduto”.

Resta convinto della necessità di una presenza all’interno del Pd, seppure in una posizione minoritaria, il coordinatore locale del Comitato per Orlando, Michel Marchi: “Bodini ha fatto una scelta comprensibile, dal punto di vista di chi, nel nostro progetto, voleva ricostituire un partito inclusivo, in cui non ci fosse bisogno di scrivere lettere per manifestare le proprie opinioni. Io credo che il partito sia il luogo dove combattere le battaglie, anche con toni duri, ma nel rispetto di tutti. E’ una scelta che mi auguro non facciano anche altri, anche perchè avremo un appuntamento importante in autunno, con il congresso. Sempre che, a questo punto, con la sempre più probabile anticipazione delle elezioni, non saltino anche i congressi locali, e la cosa non mi stupirebbe”, conclude amareggiato Marchi.

LA LETTERA DI PAOLO BODINI 

Cari amici della Mozione Orlando,
come sapete da tempo le mia posizione politica è divenuta divergente da quella del PD renziano. Ho condiviso con voi una bella battaglia per Orlando e quindi il mio pensiero lo conoscete e non voglio annoiarvi con ripetizioni.
Perdere in democrazia spiace, ma ci sta; quello che però mi ha più disturbato è l’atteggiamento del Partito, che è stato ed è quello di un ancor maggiore arroccamento e appiattimento sulle posizioni del “capo”: nessuna apertura, nessuna considerazione del pensiero della minoranza, nessuna discussione sulle primarie (avvenute nel modo che sappiamo) e sul loro significato, totale rimozione delle vicende referendum e Italicum.
Anche localmente non sì è sentita neppure la necessità/opportunità di una assemblea post primarie per un minimo di valutazione e di confronto: come se nulla fosse accaduto.
Gli sviluppi politici delle ultime settimane hanno poi colmato la misura: la svolta proporzionalista (ma non siamo sempre stati un partito per il maggioritario?), con l’aggravante della malafede nel chiamare “modello tedesco” ciò che è un proporzionale tipo prima repubblica e che del “tedesco” ha solo lo sbarramento al 5%, l’accelerazione sulle elezioni anticipate in autunno, che ritengo totalmente sbagliata, l’esclusione di una rappresentanza dell’area Orlando nella segreteria e altri atteggiamenti del rinnovato leader del PD, tutto questo mi ha indotto a prendere la dolorosa decisione di non rinnovare la tessera del PD.
Ho deciso di aderire all’area che vuole rifondare un nuovo centrosinistra richiamandosi alla esperienza ulivista (MdP, Pisapia, Possibile) con l’intento di lavorare perché si trovi una fusione/federazione di queste forze prima delle elezioni e costringere il PD a dichiarare da che parte vuol stare con la chiarezza che finora è mancata.
Mi pare che anche all’interno del PD vi siano persone (Orlando in testa) che vogliono chiarezza su questi punti e vorrebbero un posizionamento deciso nel centrosinistra, ma la mia valutazione è che, data la situazione attuale, la battaglia interna sia comunque persa e che un’azione dall’esterno sia più efficace, più chiara e possa creare aggregazione di forze politiche e sociali che il PD ha perso per strada da tempo.
Non è comunque un “addio” al PD, ma piuttosto un arrivederci, sperando che la deriva centrista che è venuta avanti in questi anni sia presto corretta e si possa, nell’immediato costruire insieme un nuovo centrosinistra vincente sulle forze di destra e/o populiste e, successivamente, ritrovare l’unità del Partito con una nuova “rifondazione”.
Il PD resta chiaramente nella mia visione un forte baluardo democratico, interlocutore obbligatorio, ma anche privilegiato per qualunque progetto politico significativo.
Se qualcuno di voi si vorrà confrontare con me circa la posizione che ho preso lo farò con grande piacere, così come mi farà piacere se qualcuno di voi deciderà di seguire la mia strada.
Con amicizia e stima
Paolo Bodini

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