Cronaca
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Chiusura di H&M a Gadesco, oggi lavoratori in sciopero

Sciopero nei negozi H&M di tutta Italia questa mattina sabato 10 giugno per l’annunciata chiusura di quattro punti vendita, tra cui quello di Gadesco CremonaDue. La manifestazione prinicpale è in piazza S.Babila, a Milano, proprio vicino allo ‘storico’ punto vendita di corso Vittorio Emanuele; 89 complessivamente i dipendenti licenziati. Lo sciopero durerà dalle 10 alle 12,30. Secondo la UilTuCS (che unitamente alle sigle di categoria di Cgil e Cisl ha organizzato la manifestazione), alla abse della scelta aziendale c’è un “utilizzo sconsiderato dei lavoratori a chiamata (cosiddetti Jobs on Call) pari al 30% dell’organico.
“Durante l’incontro tenutosi presso Confcommercio di Milano il 1 giugno – continua la Uil –  i sindacati hanno chiesto all’azienda di ritirare la procedura palesemente strumentale. H&M di tutta risposta ha fatto sapere che non intende ritirare la procedura ma che si rende disponibile a ricollocare alcuni (ma non tutti) i lavoratori coinvolti nella procedura.
Questa operazione è un palese tentativo di “svecchiare” il personale tentando di aumentare ancora di più i profitti sulla pelle dei lavoratori; questa situazione è ancora più odiosa se si pensa che l’azienda continua a sbandierare tra i suoi valori il ‘rispetto fondamentale per l’individuo e l’incrollabile fiducia nelle persone’ come dichiara l’amministratore delegato Karl-Johan Persson, ceo dell’azienda svedese”.

Durante il teso incontro  di trattativa, affermano ancora Cigl, Cisl e Uil, “da parte nostra si è, in primo luogo, evidenziata la gravità dei termini della procedura, anche in considerazione del confronto già avviato tra le parti, a livello nazionale, nel corso del quale Filcams, Fisascat e UILTuCS si erano rese disponibili a discutere di organizzazione del lavoro, con l’obiettivo di rendere più efficiente la rete vendita H&M e di tutelare nel contempo l’occupazione. Abbiamo fatto rilevare inoltre come fossero state avanzate dalle nostre strutture territoriali, reiteratamente ma senza alcun riscontro da parte dell’azienda, diverse richieste di incontro al fine di approfondire i termini del piano di espansione di H&M, strutturato su aperture continue, con il conseguente rischio di “cannibalizzazione” tra punti di vendita e di inevitabili ricadute occupazionali. A fronte della nostra richiesta di riprendere il negoziato già aperto a livello nazionale in tema di organizzazione del lavoro e di individuare, in quella sede, tra l’altro, anche soluzioni che garantissero la piena salvaguardia occupazionale per i lavoratori in forza presso i punti di vendita dei quali l’azienda ha stabilito la chiusura, H&M ha mantenuto una posizione di netta contrarietà.
Abbiamo avuto modo di sottolinearlo più volte, il tema prioritario su cui confrontarsi per Filcams, Fisascat e UILTuCS è rappresentato da una verifica del piano commerciale nel suo complesso, dell’assetto organizzativo che l’azienda ha in parte già adottato ed è, in prospettiva, intenzionata ad adottare, e delle ripercussioni sull’occupazione e sulle condizioni di lavoro dei dipendenti H&M, affrontando, nel contempo, la problematica del ricorso spropositato al lavoro a chiamata da parte
dell’impresa.L’incontro finalizzato alla prosecuzione del confronto è previsto per il 23 giugno ed i prossimi giorni saranno utili per svolgere una prima valutazione circa i termini di ricollocazione dei lavoratori coinvolti dalla procedura, anche in considerazione di un piano di proposte che l’azienda, ancora in termini di estrema approssimazione, si è impegnata a predisporre in tal senso”.

 

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