Cronaca
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Sono tornate a nuovo le facciate liberty del palazzo Crédit Agricole

Foto Sessa

L’edificio era stato transennato nel maggio 2016 dopo la caduta di pezzi in gesso che avevano determinato la scelta da parte della proprietà, Crédit Agricole Cariparma, di effettuare un intervento di manutenzione straordinaria delle facciate; poi però i lavori, avviati lo scorso aprile su progetto dell’ingegnere Giovanni Borrini, hanno di fatto restituito il palazzo dell’ex Credito Coommerciale all’antico splendore quasi come se si trattasse di un restauro, mostrando il fascino dello stile liberty tipico dell’epoca in cui l’immobile fu costruito, nei primi decenni del Novecento.

Voluto dal consiglio di amministrazione dell’ente, già nel 1912 era considerato il più alto di Cremona e la monumentalità dell’esterno era una prerogativa: secondo i promotori infatti, il palazzo doveva essere audace e moderno, senza tuttavia tradire la serietà cui si ispirava un’impresa finanziaria. Il progetto fu affidato al giovane e intraprendente ingegnere Alessandro Bettinelli, un artista del liberty e amante del floreale, ma al contempo incline alla sobrietà estetica quando si rendeva necessaria in base alla committenza. Ebbene, la versione finale del palazzo firmata da Bettinelli era solenne, imponente e di gusto classico. A piano terra trovarono posto gli sportelli per il pubblico, il mezzanino venne destinato agli uffici, mentre gli altri tre piani furono adibiti ad appartamenti con un piano nobile dotato di lunghi balconi; la scelta del materiale ricadde sul marmo bianco, che insieme alle colonnine sui balconi, contribuiva a trasmettere un senso di armonia e leggiadria. Al tempo, ci vollero due anni perché i cremonesi potessero vedere cosa si celava dietro a ponteggi e graticci, un “prodigio della moderna tecnica” come lo definirono i giornali; oggi, è servito soltanto qualche mese.

Federica Priori

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