Cronaca
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Castelvisconti dice no ai richiedenti asilo, il sindaco: 'Se arrivano lascio cariche'

E’ stato un no deciso quello arrivato dall’assemblea e dalla petizione dei residenti di Castelvisconti, dove si prospetta l’arrivo di un numero imprecisato di profughi, per i quali sarebbe già stata approntata una sistemazione in un’abitazione privata, vuota da anni. Il sindaco Alberto Sisti, aveva annunciato di voler consultare la popolazione, ben consapevole che una comunità di 300 persone, di cui già una cinquantina di origine straniera, in un paese isolato e mal collegato dai trasporti pubblici, con poche o nulle attività da offrire, non sia il luogo adatto per ospitare extracomunitari.

Circa 85 le persone che sono andate in assemblea, 180 i firmatari della petizione, inviata oggi al prefetto di Cremona con la richiesta di bloccare gli arrivi, su cui però ci sarebbe già un accordo con la proprietaria dell’abitazione. “Non so quale cooperativa li gestirebbe, né ho avuto più notizie dalla proprietaria”, dichiara Sisti. “So solo che quella casa, vuota da 15 anni, in quattro e quattr’otto ha avuto gli allacci di acqua ed energia elettrica, con una rapidità che in altri casi non vediamo”. Al prefetto dichiara chiaro e tondo che valuterà le dimissioni dalla carica di sindaco (e di consigliere provinciale, per Forza Italia, a cui è da poco stato eletto) se non verrà dato ascolto all’istanza della cittadinanza. Sisti è anche presidente dell’aggregazione di comuni dell’Unione Lombarda Soresinese, riveste quindi un ruolo che va oltre quello di rappresentante di una comunità di 300 anime.

“Ho chiesto  – ci spiega –  che sia tenuta in debita considerazione la volontà espressa democraticamente dalla quasi totalità della comunità che rappresento che non accetta di subire scelte imposte dall’alto. Ho specificato che nel corso dell’assemblea popolare è emersa chiaramente l’intenzione della popolazione di impedire con ogni mezzo l’accesso sul territorio di extra comunitari e ho evidenziato che tali preannunciate azioni potrebbero sfociare in disordini impedendo allo scrivente il necessario controllo afferente la sicurezza pubblica e la privata incolumità.

“Ho poi ribadito – continua – una questione che non si può sottacere e cioè il fatto che in Castelvisconti sono assenti progetti di iniziativa pubblica e privata che possano favorire processi di integrazione. Inoltre vi è l’assenza totale di opportunità lavorative e di servizi pubblici (se non quelli a domanda individuale rivolti ai residenti) in grado di garantire un minimo coinvolgimento degli extra comunitari nella vita sociale quotidiana”.

Il  problema sta anche nella difficoltà di far capire alla popolazione la ragionevolezza di quei famosi 35 euro al giorno che costa allo Stato l’ospitalità ad un migrante. “A un mio residente, per una tettoia non in regola, devo far pagare 500 euro di sanzione; come si possono giustificare i soldi che si spendono per persone che nemmeno desiderano stare qui?”. E infine, la provocazione: “Per quello che la città può offrire rispetto a un piccolo comune, piuttosto è meglio che vengano alloggiati a Cremona”.

L’ultimo bando emesso dalla Prefettura per reperire disponibilità di soggetti in grado di gestire l’accoglienza (quasi tutte coop), ipotizzava 1500 arrivi in provincia entro il 2017 per una spesa a carico dello Stato di circa 14 milioni (leggi qui: Prima accoglienza immigrati: Prefettura prevede 1500 arrivi, spesa presunta 14 milioni).

g.biagi

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