Cremonesi nel mondo
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Marco Giussani con 'La Bella Italia' conquista la Costa Azzurra

Il suo ristorante è tra i più apprezzati di Nizza. Per lui, è una rivincita. E dice: "A Cremona non tornerei". Il rimpianto cremonese è solo nei piatti che può proporre: "Qui non posso fare i marubini, serve un apposito laboratorio per la pasta fresca"

Saint Laurent du Var – Costa Azzurra: 5 km da Nizza, 15 da Antibes, 26 da Cannes e Monaco, 40 da Ventimiglia. Dal 2011 la nuova vita di Marco Giussani, cremonese doc, classe 1965, è in questo angolo di paradiso. Più precisamente al numero 133 dell’Avenue general Leclerc, dove Marco ha aperto nel 2011 il ristorante: “La Bella Italia”, che gestisce con la moglie Simona e il figlio Roberto. Il locale è un successo. Per capirlo basta dare un’occhiata alle recensioni entusiaste che lasciano su TripAdvisor quelli che provano la sua cucina. Lo chef cremonese Giussani in questo senso con i suoi piatti di pesce e carne mette d’accordo tutti, stranieri di ogni nazionalità e gli italiani che si sa, sono sempre i più esigenti.
Del resto ha lavorato con chef come Sergio Carboni (all’epoca al ristorante Italia di Torre de’ Picenardi) e Sergio Brambini all’Hostaria San Carlo di Moscazzano. Per dieci anni ha cucinato per i bambini della scuola materna Aporti: “Un lavoro che mi è sempre piaciuto – confessa – ma poi il sabato e la domenica mi spostavo nei ristoranti. E’ una cosa che mi porto dentro fin da piccolo. Il primo impiego è stato come cameriere a 14 anni, all’Hotel Benaco di Salò. E da lì non mi sono più fermato”. Dopo tanti anni passati da dipendente, Marco ha deciso di tentare l’esperienza in proprio, a Cremona con la trattoria La Trappola di via Cavitelli. “Forse ho fatto questa scelta nel momento sbagliato. Eravamo all’inizio della crisi. Ho forse semplicemente non sono stato capito. Fatto sta che le cose non sono andate come avevo immaginato”. La delusione lo ha portato a prendere la fatidica decisione: lasciare Cremona.  (nella foto sotto alcuni piatti di Marco Giussani)

“Era il 2009. Un mio amico mi ha parlato di un’opportunità a San Martin, nelle Antille francesi. E sono partito. Da lì si sono aperte nuove prospettive. Nel 2011 sono rientrato in Europa e ho deciso di aprire il ristorante qui, vicino a Nizza. E non mi sono più spostato”.

Le manca qualcosa di Cremona?

“Gli affetti che mi sono rimasti. Quelli sì. I miei genitori (Osvaldo Giussani e Rosalba Chiari ndr) che stanno a Cicognolo, l’altro mio figlio Jacopo, che ormai ha la sua vita. I ricordi d’infanzia. Ma per il resto direi che non mi manca nulla. Sono venuto a Cremona l’ultima volta a gennaio. Ora fino all’agosto dell’anno prossimo niente ferie. Vedremo al massimo se riusciremo nel frattempo a ritagliarci un week end. Recentemente poi sono stati qui anche dei miei amici. Non sono molti i cremonesi che passano di qui, ma devo dire che quelli che vengono apprezzano”.

Quindi non tornerebbe a vivere a Cremona?

“Direi di no. Anche se mia moglie Simona tornerebbe subito. E’ originaria della Romania, ci siamo conosciuti a Cremona nel 2006 e nel 2012 ci siamo sposati. Ha tre figli che sono diventati anche i miei. Siamo una grande famiglia. E lei di Cremona si è proprio innamorata”.

Segue comunque le vicende cremonesi oppure no?

“A dir la verità non molto. Anche se ultimamente le seguo di più, da quando ho installato l’App di Cremonaoggi”.

Però dal suo accento si può dire che non ha perso la “cremonesità”..

“Assolutamente no – sorride – più che l’italiano parlo il dialetto cremonese. Anche i miei figli ormai l’hanno imparato”.

Rispetto all’Italia ci sono facilitazioni a livello legislativo, fiscale nel condurre un’attività di ristorazione come la sua?

“No, al contrario. In Italia ci si lamenta ma qui da questo punto di vista è peggio. Si figuri che c’è l’ICI anche per gli affittuari… ed è … bello alto. Pensi che io qui nel ristorante non posso per esempio fare i nostri marubini cremonesi: per riuscirci dovrei avere un laboratorio apposta per produrre la pasta fresca..”

La Costa Azzurra è un posto magnifico. Solo un anno fa però a Nizza c’è stato un terribile attentato terroristico. Come l’ha vissuto?

“Per fortuna eravamo in casa – racconta Marco – abitiamo poco distante da dove è successo. E’ stato tremendo. Anche i giorni seguenti lo sono stati. Poi siamo tornati alla normalità. Purtroppo vediamo che è accaduto recentemente anche in altre belle località d’Europa”.

Detto che i marubini al ristorante non li può fare, c’è qualche piatto della tradizione  cremonese, magari anche rivisitato, che propone in menu o vorrebbe proporre?

“Ho provato con il cotechino – se la ride Marco Giussani – ma non ha funzionato molto..”

Il ristorante la Bella Italia invece, con i suoi piatti di pesce fresco ma non solo, funziona eccome.

E il “Gius” è un altro cremonese nel mondo che ha fatto centro.

Maria Luisa Rancati

 

 

 

 

 

 

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