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Quattro Stradivari al Quartetto
di Cremona. La consegna
al Museo del Violino

A pochi mesi dalla vittoria dell’Echo Klassik 2017 per la miglior incisione di musica da camera (repertorio del XIX secolo), assegnato per la prima volta ad un quartetto d’archi italiano, il Quartetto di Cremona si conferma il miglior quartetto d’archi italiano a livello internazionale con l’attribuzione da parte della Nippon Music Foundation di quattro Stradivari.

Assieme alla generosità della Nippon Music Foundation, è certamente da menzionare anche l’importante ruolo svolto dal network Friends of Stradivari (di cui il Quartetto di Cremona è testimonial in tutto il mondo) e dal Museo del Violino di Cremona, che hanno creato un fondamentale rapporto di collaborazione tra la fondazione nipponica e il quartetto italiano.

È la prima volta che ad un ensemble italiano vengono affidati quattro strumenti del grande liutaio cremonese, precedentemente suonati da artisti del livello dell’Hagen Quartet e del Tokyo Quartet.

Oltre ad essere un prestigioso riconoscimento dell’alto livello artistico espresso dall’ensemble italiano, l’assegnazione dei quattro Stradivari al Quartetto di Cremona reca con sé anche una serie di sorprendenti coincidenze.
Infatti, il Quartetto, oltre a portare proprio il nome della città dove nacque ed operò Antonio Stradivari, è esso stesso cittadino onorario di Cremona, dove dal 2011 insegna presso l’Accademia Walter Stauffer (Corso di Alto Perfezionamento per Quartetto d’Archi).

Inoltre, il quartetto di strumenti che verrà loro affidato è noto come “Paganini Quartet” in quanto posseduto dal leggendario Nicolò Paganini, genovese di nascita così come lo sono i membri del Quartetto di Cremona.

Nella sua carriera di liutaio, Stradivari completò solo sei “set” di quartetti, di cui uno è proprio quello poi appartenuto a Paganini e che ora verrà affidato al Quartetto di Cremona. I due violini, del 1680 e 1727, ripercorrono la parabola di Stradivari, dagli esordi memori della lezione di Nicolò Amati agli anni della maturità. Solo una dozzina di viole del grande liutaio sono giunte a noi. Questa è stata realizzata nel 1731: pare che Paganini la considerasse “meravigliosa”, tanto da chiedere all’amico Belioz di comporre un brano dedicato. Il violoncello del 1736 è l’ultimo realizzato da Stradivari che sull’etichetta annota d’anni 92.

Il celebre violinista acquistò gli strumenti, separatamente, nell’Ottocento. In seguito il set venne nuovamente diviso e finalmente riunito in maniera definitiva dal commerciante e restauratore newyorkese Emil Herrmann. Nippon Music Foundation acquistò il quartetto nel 1994 dalla Corcoran Gallery of Arts di Washington D.C., cui li aveva donati Anna E. Clark con l’affido di non separarli.

La consegna del “Paganini Quartet” al Quartetto di Cremona è avvenuta lunedì 25 settembre a Stoccarda presso la bottega del liutaio tedesco Hieronymus Köstler. Gli strumenti sono stati ufficialmente presentati in Italia oggi, mercoledì 27 settembre, al Museo del Violino di Cremona. In questa occasione il Quartetto di Cremona ha suonato per la prima volta davanti al pubblico della propria città adottiva i quattro Stradivari. Il debutto in concerto avverrà invece venerdì 29 settembre ad Amburgo nella storica sala Laeiszhalle.

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