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L'Omaggio a Stradivari
di Carla Fracci
conquista l'auditorium

foto Sessa

Un mito vivente della danza (Carla Fracci) e uno Stradivari dalla storia illustre (appartenne anche a Napoleone), fatto vibrare da una delle violiniste più virtuose dell’ultima generazione, Anna Tifu. Quanto basta per riempire l’auditorium Arvedi del Museo del Violino e trasformare una sala da concerti in un palcoscenico dove musica, suggestioni letterarie e balletto si intrecciano in un armonico insieme. Lo spettacolo ideato da Beppe Menegatti, “Omaggio a Stradivari” in prima assoluta per StradivariFestival è un mix di tanti elementi, su cui prevale la forte presenza scenica della Fracci, che a 81 anni dà ancora prova di eleganza e leggerezza,  attorniata dai giovani ballerini della compagnia Dansepartout e dai primi ballerini Anbeta Toromani e Alessandro Macario. La poetessa Alda Merini,  la cui esperienza esistenziale e poetica è alla base dello spettacolo, rivive in Carla Fracci che ora appare stizzita e impetuosa, ora fragile ed impaurita, sulle note di un’eccellente Anna Tifu, che spaziano da Bach a  Berio, a Ysaye. Tre primedonne (Fracci, Tifu, Toromani) che dominano lo spazio scenico dell’ovale dell’auditorium, le cui dimensioni ristrette esaltano ancor di più la pregnanza dei gesti e delle espressioni sul viso della protagonista. Un concentrato di emozioni, al termine del quale il pubblico ha tributato un lungo applauso all’étoile e non solo.

Maestri di ballo sono Bruno Vescovo e Gaetano Petrosino, voce narrante Lorenzo degl’Inncoenti, costumi e allestimento di Annamaria Morelli.

Fotoservizio Sessa

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