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Inceneritore e dintorni: Ats
e Comune confermano
necessità di studio epidemiologico

Dopo quasi due anni dalla presentazione dell’interrogazione del Movimento 5 Stelle che chiedeva l’avvio di uno studio epidemiologico per capire le ricadute sulla salute del termovalorizzatore, oggi l’argomento è arrivato alla commissione Ambiente presieduta da Francesca Pontiggia. Ne hanno parlato il direttore generale dell’Ats (ex Asl) Salvatore Mannino e i funzionari dell’Ats Paolo Ricci, epidemiologo, e Marcello Villa, statistico, quest’ultimo già collaboratore di Mannino anni fa, quando l’attuale direttore generale aveva avviato il registro Tumori per l’Asl cremonese.

Mannino ha confermato l’attenzione e la volontà dell’Ats per l’attivazione del secondo step dello studio epidemiologico, attualmente terminato nella sua fase descrittiva: quello che i sanitari hanno in mano è una fotografia della salute dei cremonesi (i dettagli erano stati forniti a Bonemerse, leggi qui: Studio epidemiologico Ats: in città e comuni limitrofi più malati che altrove) sulla base di alcuni indicatori standard quali mortalità, nuovi casi di tumori all’anno, tassi di ospedalizzazione, eventi negativi in gravidanza, ecc.. Dal confronto tra la media dei valori Ats e quelli della cerchia dei comuni attorno al capoluogo, emerge un eccesso di tumori al polmone più elevato a Cremona e dintorni, da qui la volontà di concentrare ancora di più l’attenzione sulle fonti emissive del capoluogo. Sarà questa la fase analitica dello studio, che però necessita ancora di molti passaggi prima di poter essere avviata e richiede la collaborazione convinta del comune di Cremona, ad esempio per quanto riguarda gli spostamenti anagrafici (residenza) dei cittadini.

“Non c’è alcuna ritrosia a fornire i dati – ha spiegato Mannino – A volte noi ci muoviamo  su sollecitazione dei portatori di interesse, ma non abbiamo sempre bisogno di un’amministrazione che ce lo chieda per avviare uno studio”. E nel caso di Cremona e dintorni le motivazioni per portare avanti l’indagine ci sono.

Critiche sono giunte dai consiglieri di minoranza come Alessio Zanardi, sulla mancata presentazione in commissione dei dati descrittivi dello studio epidemiologico. Non è chiaro se sia stato il Comune a non richiederli o l’Ats a non portarli. Fatto sta che Lucia Lanfredi (M5S) ha battibeccato con l’assessore Alessia Manfredini circa la maggiore sollecitudine di un comune piccolo come Bonemerse a divulgare i dati: “Bonemerse – ha detto Lanfredi – è stato più rapido, indicando al comune di Cremona degli spunti importanti su cosa sarebbe meglio fare in città. Sarebbe opportuno rivederci presto ed avere qualche dato intermedio sui risultati dello studio”. “L’intervento di Lanfredi è sbagliato”, ha replicato Manfredini, “non è vero che ci sono amministrazioni che ci credono di più ed altre che ci credono di meno. Posso assicurare che Cremona vuole arrivare allo studio, ma all’interno di un percorso con l’Ats. E penso che questo sia anche il pensiero di comuni come Sesto e  Spinadesco”.

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