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Riciclaggio e finanziamento
terrorismo: segnalate quasi 500
operazioni sospette in 18 mesi

Sono state 487 le segnalazioni di operazioni sospette nell’ambito del riciclaggio, del finanziamento del terrorismo e dei programmi di proliferazione di armi di distruzione di massa in provincia di Cremona, tra il 2016 e il primo semestre del 2017. A dirlo è il rapporto, recentemente reso noto, contenuto nell’ultimo dei  Quaderni dell’antiriciclaggio dell’Unità di Informazione Finanziaria della Banca d’Italia, in cui sono riportate le segnalazioni di operazioni sospette: quasi 50mila in tutto il territorio italiano. Segnalazioni che arrivano prima di tutto dagli intermediari finanziari, come banche e poste, ma anche da professionisti e operatori non finanziari.

Confrontando il 2016 con il 2017, emerge un lievissimo decremento: nel primo semestre dell’anno scorso erano state 175 le segnalazioni sul territorio, contro le 149 dello stesso periodo di quest’anno. Non sono però ancora disponibili i dati del secondo semestre 2017 (163 erano state nel 2016 per un totale di 338 in tutto l’anno).

Secondo gli esperti, a calare sono state però le segnalazioni di voluntary disclosure, ossia i contribuenti che hanno volontariamente regolarizzato la propria posizione. Continuano invece ad aumentare le segnalazioni relative al riciclaggio (+18,1%), ma soprattutto quelle di sospetto finanziamento del terrorismo, che sono cresciute del 55,7%. Guardando alla mappa complessiva, il territorio cremonese si colloca tra quelli in cui le segnalazioni sono tra le 40 e le 50 ogni 100mila abitanti, e insieme a Lodi è una delle realtà meno problematiche della regione, considerando che invece buona parte delle altre province hanno percentuali ben più alte.

Per quanto riguarda le modalità di trasferimento del denaro, nel nostro territorio sono state trasferite con il sistema del money transfer (ossia agenzie utilizzate per inviare soldi all’estero) somme tra i 10 e i 20mila euro ogni 100mila abitanti. Poco utilizzato invece il contante: si parla dell’1,3% circa del totale delle operazioni sospette: una caratteristica che accomuna tutte le realtà del nord Italia, mentre questo sistema viene utilizzato molto al sud. Nelle operazioni sospette, molto utilizzato anche l’oro: nella provincia le operazioni in oro dichiarate sospette ammontano a una somma che va tra gli 0,8 e i 3,2 milioni di euro.

Laura Bosio

 

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