Un commento

Migrante-pusher a processo
Multati due testimoni assenti,
la sentenza a dicembre

Penultima udienza del processo a carico di un nigeriano accusato di spacciare hashish a clienti minorenni nei dintorni della Casa dell’accoglienza, dove per un periodo era stato ospite. La sentenza per Endurance Yare, 25 anni, incensurato, richiedente asilo, sarà pronunciata il prossimo 12 dicembre dal collegio composto dal presidente Giuseppe Bersani con a latere i giudici Francesco Sora ed Elisa Mombelli.

Nell’udienza di oggi è stata sentita l’unica testimone presente, Andrea, 23 anni, cremonese, una dei clienti dell’imputato. In aula, la ragazza ha detto che andava a cercare la droga in stazione o in centro, oppure al parco del Vecchio Passeggio. Andrea, però, non ha riconosciuto in Endurance Yare uno dei suoi pusher. “Ora non mi drogo più, e quello è un periodo della mia vita che sto cercando di dimenticare”. All’epoca dei fatti, tuttavia, la ragazza aveva riconosciuto la foto dell’imputato che le era stata mostrata dai carabinieri. “Senza ombra di dubbio è lui”, c’è scritto nel verbale firmato da Andrea.

Insieme alla giovane, oggi avrebbero dovuto testimoniare altri due ragazzi, che però non si sono presentati nonostante aver ricevuto l’avviso a comparire. Per questo motivo il collegio li ha sanzionati: ognuno dei due dovrà versare 150 euro alla cassa ammende. I due testi dovranno presentarsi all’udienza del 12 dicembre.

Secondo il pm Milda Milli, il nigeriano, in carcere dallo scorso febbraio, aveva venduto hashish a numerosi clienti, 16 anni il più piccolo, 38 il più grande, la maggior parte sentiti nel corso dell’udienza del 17 ottobre. Durante le indagini, il telefono dell’imputato, difeso dall’avvocato Gianluca Monti, era stato intercettato ed erano emersi i contatti con i giovani chiamati poi a testimoniare.

Endurance, come riferito anche dai suoi clienti, spacciava sia nei pressi della Casa dell’accoglienza, sia vicino al parco del Vecchio Passeggio, oppure a pochi metri dalla scuola media Campi. La scelta del luogo dipendeva da una possibile presenza dei carabinieri: se una pattuglia veniva individuata vicino alla Casa dell’accoglienza, l’appuntamento si spostava vicino alla scuola o al parco. Oppure, come era successo per l’arresto del nigeriano, lo scambio avveniva in macchina.

Il 20 febbraio, in viale Trento e Trieste erano in corso da parte dei militari servizi repressivi contro lo spaccio di stupefacenti. Alle 13,45 Endurance era al telefono, e subito dopo, vicino all’ingresso del parco del Vecchio Passeggio, era stato raggiunto da un’auto sulla quale era salito. La macchina era stata seguita fino in via Mantova dove era avvenuto lo scambio. Successivamente il cliente era stato trovato in possesso di 3 grammi di hashish, mentre il nigeriano, che nel frattempo era tornato a piedi nei pressi della Casa dell’accoglienza, era stato arrestato.

Sara Pizzorni

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Commenti
  • Mirko

    Perfetto dopo la pena a casa perché non è un profugo e nemmeno un richiedente asilo ma bensì un clandestino quindi a casa