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'Una torre in Cremona': ecco l'ultima grande opera fotografica di Antonio Leoni

‘Una torre in Cremona’, questo il titolo dell’ultima grande opera fotografica di Antonio Leoni, fotografo e giornalista, scomparso da poco. La presentazione del volume, di tiratura limitata e che costa 160 euro, si è svolta nel pomeriggio di sabato in una sala della Consulta di Palazzo Comunale completamente gremita di pubblico.

Alla presentazione sono intervenuti: Luca Burgazzi, consigliere comunale di Cremona (in vece del sindaco, assente perché influenzato), Claudio Bodini, presidente di Padania Acque Spa, mons. Achille Bonazzi, delegato regionale per i beni culturali ecclesiastici, Amedeo Bellini, professore emerito di Restauro architettonico al Politecnico di Milano, Mario Silla, direttore di Cremona1 e Cremonaoggi, la stessa Politi, docente di Fondamenti di conservazione dell’Edilizia Storica, PoliMi; Valentina Mauri, delle edizioni Mauri 1969.

“Antonio Leoni amava Cremona. Al punto che, dopo aver girato e fotografato il mondo, proprio alla sua città ha voluto dedicare il suo ultimo libro” ha detto Mario Silla aprendo l’incontro e introducendo i relatori.

Tra cui Valentina Mauri, che ha curato in prima persona la pubblicazione del volume, “Questo è un momento importante della vita artistica della città” ha detto. “Le 111 immagini di questo libro sono un racconto unico, che restituisce la storia del Torrazzo ma anche uno spaccato della vita cittadina, di cui la torre è simbolo”. Gli scatti di Leoni, infatti, “mettono in luce l’impianto storico ma anche la dimensione più intima di questa Torre. Egli va a rivelare l’aspetto più poetico della sua storia”.

Non è stata casuale, racconta Mauri, la scelta di non mettere le didascalie alle foto, fortemente voluta da Leoni, che “ha voluto lasciare una libera interpretazione delle sue immagini”.

Del resto il Torrazzo, come ha evidenziato don Achille Bonazzi, “è una realtà viva, che è fondamentale conservare e preservare. Negli anni sono stati fatti grandi lavori per sistemarlo, gli ultimi dei quali, per mettere in sicurezza le superfici esterne, risalgono al 2000”. E l’auspicio, per questa fenomenale torre, “così come per tutti i beni culturali eccelsi come questo, è che ci si apra a orizzonti più ampi, che vadano oltre i confini cittadini. Ma soprattutto credo sia fondamentale lavorare sulla conservazione”.

Grandi elogi anche da parte del professor Bellini, che ha descritto la fotografia di Leoni come “di grande valore suggestivo”.

Centoundici immagini in sequenza raccontano lo straordinario impianto architettonico del Torrazzo, attraverso la dialettica luce-pietra tanto cara all’Autore. Le fotografie di Leoni sono testimonianze storiche che si tramutano in poesia: prive di ovvietà da cartolina, silenziosamente rendono la salita alla torre un movimento esplorativo e contemplativo insieme, in una sorta di esperienza metafisica.

lb

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