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Scuola, vacanze finite ma non
per tutti Domani sciopero dei
maestri d'infanzia e elementari

Non in tutte le scuole primarie e in quelle d'infanzia la ripresa delle lezioni è assicurata per lo sciopero del personale docente e del personale ATA che protesta contro una sentenza del Consiglio di Stato che ha dichiarato che il diploma magistrale non è un titolo abilitante. Molti docenti potrebbero ritrovarsi senza posto di lavoro o comunque declassati nelle graduatorie.

E’ prevista per domani, lunedì 8 gennaio, la riapertura delle scuole dopo le vacanze di Natale. Ma la ripresa della lezioni è a rischio in molte scuole primarie e per l’infanzia per lo sciopero di docenti e personale ATA. Qual è il nodo della protesta degli insegnanti?

Prima dell’istituzione della laurea in Scienze della formazione, infatti, bastava il diploma specifico per entrare nelle graduatorie che davano accesso al ruolo. Dal 2007 però ai diplomati è stato precluso l’accesso alle graduatorie divenute «ad esaurimento»: solo con il ricorso alla magistratura si è ottenuto il riconoscimento del valore abilitante del titolo conseguito entro il 2002, e su questa base si è chiesta l’immissione nelle graduatorie. Oggi sono 43.600 gli iscritti nelle graduatorie in Italia e più di seimila (prevalentemente al Nord) hanno ottenuto il ruolo, con sentenza definitiva o con riserva in attesa della sentenza di merito. Ma per molti di loro oggi l’incubo è il ritorno al precariato ed è a rischio nelle scuole la continuità didattica.
Dall’incontro al Ministero è emerso l’impegno a far concludere ordinatamente l’anno in corso e ad avviare «una riflessione generale sul meccanismo di reclutamento», guardando anche alla soluzione già adottata per la scuola secondaria, che prevede una fase di transizione. Seguiranno altri incontri, sulla base degli approfondimenti che il Ministero ha chiesto all’Avvocatura dello Stato, mentre alcune sigle già prospettano ulteriori ricorsi. «Non si può pensare di cancellare un’intera categoria di lavoratori che in molti casi operano già da anni nella scuola. L’Amministrazione dovrà trovare una soluzione che riconosca i diritti di tutti e non lasci a casa nessuno» dice il comunicato congiunto diffuso dai sindacati della scuola di Cgil, Cisl, Uil con Snals e Gilda.

La protesta degli insegnanti che vedono allontanarsi o vanificarsi la prospettiva di una stabilizzazione dopo il recente pronunciamento del Consiglio di Stato in seduta plenaria ha animato diverse città nei giorni scorsi e sarà portata lunedì a Roma, davanti al Ministero dell’istruzione. Sit-in sono annunciati in contemporanea in varie sedi, tra cui quella dell’Usr a Milano.
Non ha infatti dato esiti soddisfacenti l’incontro di giovedì pomeriggio tra i sindacati più rappresentativi e gli esponenti del Ministero dell’istruzione: perciò confermato lo stato d’agitazione che alcune sigle avevano proclamato fin dal 20 dicembre.

 

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