Un commento

Furti, ricettazioni e violazioni
ambientali. La gang delle
'isole ecologiche' a processo

Rubavano di tutto: nei supermercati, nei cantieri, nelle isole ecologiche. Facevano razzie di batterie per veicoli, gasolio, rame, bronzo, attrezzi da cantiere come trapani e smerigliatrici, liquori, cosmetici, prodotti alimentari. Merce rubata a Cremona, Annicco, Persico Dosimo, Scandolara Ravara, ma anche nei territori di Piacenza, Brescia e Parma e destinata a prendere la via della Romania. A più di sei anni di distanza dagli arresti, è ancora in corso il processo a carico dei componenti della banda il cui traffico era stato scoperto e stroncato dai militari cremonesi.

Oggi era attesa la sentenza, ma il giudice Francesco Sora vuole sentire ancora un testimone, e ha rinviato l’udienza al prossimo 14 febbraio prima di dichiarare chiuso il procedimento. Nove le persone accusate a vario titolo di furto, ricettazione e per aver violato leggi in materia ambientale (l’iniziale accusa di associazione a delinquere era già caduta). A processo tutti romeni residenti a Cremona, nel cremonese e a Milano: Eugen Radu, 41 anni, Dumitru Popa Valentin, 36 anni, Ion Gracea, 37 anni, Koarci Baranka, 39 anni, Gabriel Gheorghica, 32 anni, Raul Beju, 33 anni, Bianca Maria Longoci, 34 anni, Dan Ioan Puscasu, 42 anni e Somna Iacob, 39 anni.

Le indagini portate avanti dai carabinieri hanno permesso di ricostruire decine di furti in cantieri, supermercati e cave. Dalle batterie esauste trafugate e destinate al riciclaggio in Romania, il gruppo, con alle spalle precedenti e alcuni legami familiari, puntava a ricavare il piombo, sostanza preziosa con cui guadagnare denaro. Centinaia le batterie rubate, assieme a bobine di bronzo, cavi di rame, dolciumi, cosmetici, liquori e migliaia di litri di gasolio.

Tutto era cominciato da un normale controllo stradale: nell’auto di due cittadini romeni era stato trovato un carico di batterie. L’indagine si era estesa fino ad arrivare ad Annicco, dove in una sorta di discarica adibita ad abitazione erano stati segnalati strani via vai. I poco tempo i militari avevano ricostruito i movimenti della banda e individuato i nascondigli della refurtiva destinata al trasporto in Romania.

Il bottino, del valore complessivo di 15/20mila euro, era stato nascosto in un campo in zona Battaglione a Cremona, ad Annicco, non lontano dal cimitero, nell’abitazione-discarica e in una casa di Cremona in via Naviglio. Contestate anche violazioni in materia ambientale per il modo in cui erano stati trattati i materiali rubati. Il prossimo 14 febbraio verrà sentito l’ultimo testimone, dopodichè il giudice fisserà una nuova udienza per la chiusura delle parti e la sentenza.

Gli imputati sono difesi dagli avvocati Giovanni Bertoletti, Maria Laura Quaini, Stefano Ferrari, Alessio Romanelli e Marilena Gigliotti.

Sara Pizzorni

© Riproduzione riservata
Commenti
  • Mirko

    Ma il giudice è presente o vive su un altro pianeta? Quando si prende uno con le mani nel sacco va sbattuto in galera subito senza aspettare se è ma(sono 6 anni) …sono i giudici la rovina dell’Italia non i malviventi…sora sei un grande