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In 'The Harvest' docu-musical
sullo sfruttamento dei sikh i
Bhangra Vibes di Solarolo R.

La pellicola cha ha già ricevuto riconoscimenti internazionali, è da questa settimana distribuita nelle sale italiane e ha visto la partecipazione del team di giovani ballerini originario del Punjab ma con sede a Solarolo Rainerio. 

The Harvest”, il docu-musical che denuncia lo sfruttamento della comunità sikh nelle campagne da parte dei caporali, è da questa settimana in distribuzione nelle sale d’Italia. La pellicola cha ha già ricevuto numerosi riconoscimenti dai festival internazionali, ha visto la partecipazione delle coreografie dei Bhangra Vibes, team di giovani ballerini originari del Punjab ma residenti nel cremonese a Solarolo Rainerio. I Bhangra Vibes nascono nell’aprile del 2014 dalla passione di nove ragazzi per il Bhangra, danza folk del Panjab; l’esternazione di questa passione porta il gruppo a partecipare a importanti eventi come il Festival dell’Oriente, feste paesane, eventi sportivi, a sostenere stage per gruppi di danza e talvolta collaborare con gli stessi per creare dei mash-up coinvolgenti.Il gruppo oltre a portare in giro un ballo frizzante ha anche l’intento di promuovere la cultura indiana in particolar modo far conoscere alle nuove generazioni punjabi i riti e le tradizioni della cultura stessa, in contemporanea tutto ciò favorisce una migliore integrazione con gli altri popoli. Il team è in continua evoluzione per migliorare quella che è la tecnica del ballo e si impegna nell’inserire nuove forme e composizioni trovando un punto d’incontro tra il Bhangra tradizionale, praticato fondamentalmente dai gruppi classici nel Punjab, e il Bhangra moderno, con un grande impatto nel nord America.Sono migliaia i lavoratori migranti che sostengono oggi l’ eccellenza italiana della produzione agroalimentare. The Harvest (ovvero, il raccolto) denuncia questa realtà intrecciando due storie: una è quella di Gurwinder, che “viene dal Punjab, da anni lavora come bracciante nell’Agro Pontino, da quando è arrivato in Italia  vive insieme al resto della comunità sikh in provincia di Latina”. Poi c’è Hardeep: “E’ indiana, ma parla con accento romano, e si impegna come mediatrice culturale. Lei, nata e cresciuta in Italia, cerca il riscatto dai ricordi di una famiglia emigrata in un’altra epoca, lui è costretto, contro il suo stesso credo, ad assumere metanfetamine e sostanze dopanti per reggere i pesanti ritmi di lavoro e mandare i soldi in India”. Due storie narrate nel tempo di una giornata “dalle prime ore di luce in cui inizia il lavoro in campagna alla preghiera serale presso il tempio della comunità. Un duro lavoro di semina, fatto giorno dopo giorno, il cui meritato raccolto, tra permessi di soggiorno da rinnovare e buste paga fasulle, sembra essere ancora lontano”.

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