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Anno giudiziario. 'Insorgiamo
contro la corruzione'. Appello
del procuratore generale

Un accorato appello è stato lanciato questa mattina a Brescia durante la cerimonia dell’anno giudiziario dal procuratore generale della corte d’appello Pier Luigi Maria Dell’Osso contro il fenomeno della corruzione, diffuso in tutti i settori. “La parte lesa”, ha detto Dell’Osso nel suo intervento, “è la collettività dei cittadini: la corruzione è un reato violento perché fa violenza all’ordinato svolgersi economico di una collettività. C’è bisogno di una convinta azione di contrasto fermo e senza tregua contro la corruzione. Occorre insorgere, ciascuno insorga nel corso della propria esistenza quotidiana”.

Un’altra realtà innegabile, particolarmente nel territorio mantovano-cremonese, è, secondo il procuratore generale, “la presenza e l’attività della ‘ndrangheta nel distretto, che oltre a Brescia comprende anche Cremona, Bergamo e Mantova. In merito, anche nel cremonese si è registrato “un aumento dei casi di usura, spesso legati alla criminalità organizzata di stampo ‘ndranghetista”.

La cerimonia dell’anno giudiziario si è tenuta nella nuova sala polifunzionale intitolata alla memoria della presidente della corte d’appello Graziana Campanato, scomparsa nel 2015, ed è stata aperta dall’intervento del presidente della corte d’appello Claudio Castelli, che prima di cominciare ha ricordato la recente scomparsa del giudice Enzo Plate’, ex sostituto procuratore di Cremona ed ex presidente della seconda sezione penale della corte d’appello di Brescia.

“Abbiamo una giustizia che va male in alcune parti d’Italia perché ci sono molte Italie, ma la parte di Italia dove stiamo noi è uno degli esempi positivi”, ha detto il presidente Castelli. “I dati di quest’anno sono complessivamente positivi. Occorre però un salto di qualità. Se riuscissimo a fare una più adeguata selezione dei casi che ci pervengono, un’oculata scelta dei canali processuali, un minor afflusso di processi nella fase dibattimentale e quindi ottenere tempi più rapidi anche per le eventuali impugnazioni, avremmo un risultato migliore per tutti. Viviamo in tempi difficili, caratterizzati dalla debolezza della nostra democrazia, dell’incertezza del futuro e dall’affievolimento delle speranze. Anche la magistratura come istituzione è costantemente nell’occhio del ciclone, criticata spesso a torto, dimenticando sia la sua funzione essenziale e necessaria, sia i veri e propri salti mortali che siamo costretti a fare per cercare di coniugare risorse scarse con una domanda sempre più esigente”.

Per quanto riguarda i dati, a Cremona si registra un aumento dei reati inerenti l’accesso abusivo a sistemi informatici, passati dai 56 del periodo compreso tra il primo luglio del 2015 e il 30 giugno del 2016, ai 61 del periodo compreso tra il primo luglio del 2016 e il 30 giugno del 2017. Per il resto il trend è stabile o in diminuzione. Per i furti, i procedimenti a carico di noti sono passati da 643 a 337, mentre a carico di ignoti da 1.361 a 876. In diminuzione anche le rapine, le estorsioni e le truffe. In diminuzione di una sola unità i reati di stalking, passati da 49 a 48.

Sui reati in materia di criminalità economica, come quelli di bancarotta o reati societari, o abusi del mercato finanziario, così come quelli contro la pubblica amministrazione, il procuratore generale Dell’Osso, nella sua relazione, citando il nuovo procuratore di Cremona Roberto Pellicano, scrive che “a fronte di un dato statistico assai modesto, sarebbe semplicistico trarre l’idea di una scarsa ricorrenza sul territorio del circondario, tanto più che il dato non appare coerente con le medie riguardanti la Regione Lombardia”.

Per Cremona, alla cerimonia dell’anno giudiziario hanno presenziato il presidente della sezione tribunale del tribunale Giuseppe Bersani, il procuratore Roberto Pellicano, il sostituto Carlotta Bernardini, la dirigente del tribunale Laura Poli, il giudice di pace Gaetano Lecce, la presidente dell’Ordine degli avvocati Marzia Soldani, il questore Gaetano Bonaccorso, e il comandante provinciale della guardia di finanza Antonino Costa.

Sara Pizzorni

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