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Lasciato, violentò la sua ex
nella cucina di casa. 61enne
condannato a 2 anni e 6 mesi

L’avvocato Monia Ferrari

Cinque anni d’amore e poi la fine della storia e l’epilogo in un’aula di tribunale. Lei, 47 anni, divorziata, un impiego in un istituto scolastico di Cremona; lui, 61 anni, divorziato, ex manager (in pensione da un mese), oggi condannato dal gup Pierpaolo Beluzzi ad una pena di due anni e sei mesi di reclusione per le accuse di violenza sessuale e stalking nei confronti della ex compagna con la quale oggi si è trovato nuovamente faccia a faccia. La tensione, fuori e dentro l’aula, era alla stelle. Come risarcimento, l’imputato, difeso dagli avvocati Monia Ferrari e Fabio Galli, dovrà sborsare una somma di 30.000 euro di provvisionale a fronte di una richiesta di 200.000 euro formulata dall’avvocato Michele Tolomini per la parte civile. Per il 61enne, il pm Lisa Saccaro aveva chiesto una pena di quattro anni e otto mesi.

L’avvocato Fabio Galli

I fatti risalgono allo scorso mese di agosto. Dopo cinque anni di relazione lei lo aveva lasciato, e lui, convinto che avesse un altro, non riusciva a rassegnarsi. Tra i due c’erano stati litigi e discussioni: lui voleva che lei gli restituisse gli 8.000 euro che lui aveva pagato per la ristrutturazione della sua casa (per ripagarlo, ogni mese la donna gli sta versando 100 euro) e l’aveva chiamata dicendo che sarebbe passato da casa sua per riprendersi un anello e una foto di loro due assieme. La donna aveva riferito che quel giorno, quando si era presentato alla sua porta, era alterato e le aveva fatto paura. Ma lo aveva fatto entrare. Secondo l’accusa, lui le avrebbe messo le mani al collo e l’avrebbe presa con la forza sul congelatore in cucina, mentre secondo la versione dell’imputato, in cucina tra i due ci sarebbero state effusioni terminate poi con un rapporto sessuale consenziente in camera da letto. La parola di lui contro quella di lei, che aveva dichiarato di non essersi ribellata per paura. Una reazione strana, la sua, secondo la difesa, visto che subito dopo la violenza lei gli aveva rotto in testa una bottiglia di birra perchè lui le aveva preso il cellulare.

L’avvocato Michele Tolomini

Da parte della 47enne era poi seguita una denuncia, e nei confronti del 61enne era stato disposto dall’autorità giudiziaria il divieto di avvicinamento. Nella querela, la donna lamentava anche di essere stata seguita dall’ex compagno. Agli inquirenti aveva riferito di esserselo trovato davanti nel parcheggio di un supermercato, di averlo visto davanti alla porta di casa sua e di aver ricevuto messaggi minacciosi.

Contro la sentenza di condanna, i legali dell’imputato, che attendono di leggere la motivazione, hanno intenzione di ricorrere in appello.

Sara Pizzorni

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