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Il d.g. dell'ospedale fuori da
elenco del ministero. 'Errore
in presentazione attestato'

Il primo elenco degli idonei alla carica di direttore generale stilato dal ministro Lorenzin e pubblicato sul sito del Ministero della salute porta una brutta sorpresa al n.1 dell’Asst di Cremona, Camillo Rossi. Il direttore generale in carica dall’inizio del 2016 non figura nell’elenco, al pari molti altri colleghi di varie regioni d’Italia. L’elenco è una novità di quest’anno, voluto dalla titolare del ministero “con l’obiettivo di riequilibrare i rapporti tra il vertice politico regionale e la governance delle aziende sanitarie, al fine di slegare, in particolare, la nomina dei direttori generali dalla ‘fiducia politica’ per agganciarla a una valutazione di profilo esclusivamente tecnico, finalizzata alla selezione di professionalità qualificate e adeguate a ricoprire, nell’ambito della governance degli enti del Servizio sanitario nazionale, l’incarico strategico di direttore generale. Sarà inoltre prevista la decadenza dall’incarico per i direttori che entro 24 mesi non abbiano raggiunto gli obiettivi”.

L’elenco, che non rappresenta una ‘pagella’ e pare non entri nel merito qualitativo dell’attività svolta, è stato stilato da una commissione presieduta dal vice avvocato Generale dello Stato Gabriella Palmieri, sulla base della documentazione inviata dagli stessi direttori generali (non solo di ospedali ma anche di Asl e dei vari enti sanitari) attraverso una piattaforma informatica dedicata. La valutazione è terminata l’8 febbraio. Dal 15 febbraio i diretti interessati hanno la possibilità di integrare la documentazione o correggere le modalità di invio, ed è esattamente quello che farà anche il d.g. di Cremona. “Si tratta – ci spiega – di un elenco comparso in una determina, ciascun interessato può accedere agli atti che lo riguardano e introdurre le integrazioni. Io ho verificato che, per quanto mi riguarda, c’è stato un errore tecnico su una modalità di presentazione di un attestato. La piattaforma di cui si è servito il ministero comprende varie voci; tra l’altro, l’inserimento di dati tipici del curriculum, la partecipazione a corsi, l’eventuale attività di insegnamento, il budget amministrato e molto altro”.

Peraltro, sottolinea Rossi, “noi siamo stati nominati due anni fa attraverso una procedura che ha utilizzato non soltanto gli attuali criteri del Ministero, ma anche dei test psicoattitudinali basati su 100 quesiti. Una selezione di tipo qualitativo, insomma, che amplia di molto i criteri scelti dal Ministero. Ad ogni modo farò le integrazioni del caso, io sono certo di quello che negli anni è stato fatto. Il problema a mio parere non è di natura qualitativa, ma tecnica”. L’operato del d.g. Rossi aveva ricevuto una promozione a pieni voti nell’ultima procedura di valutazione attuata dall’assessorato alla Salute dell Regione, relativamente alle attività del 2016. Rossi e l’azienda da lui diretta figurano infatti nella fascia 4, la più alta (nella 5 non figura nessuno) avendo totalizzato un punteggio superiore a 94/100. Una valutazione che si basa sul raggiungimento degli obiettivi operativi e istituzionali; e su performance aggiuntive legate agli obiettivi di mandato e all’attuazione della riforma sociosanitaria, ad esempio il riordino della rete d’offerta, la definizione di percorsi per pazienti cronici e gli investimenti. Attività che non facevano invece parte della valutazione ministeriale.

Secondo le nuove regole volute dal ministro Lorenzin, solo coloro che sono inseriti nell’elenco nazionale potranno partecipare alle prossime selezioni indette dalle Regioni per il conferimento dell’incarico apicale. Nell’elenco diffuso in questi giorni figurano invece il dg dell’Ats (ex Asl) Salvatore Mannino e quello dell’Asst di Crema Luigi Ablondi. Per tutti i manager lombardi gli incarichi cesseranno a fine 2018.

G.Biagi

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