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Cura dei beni comuni
Collaborazione Comune e
cittadini, ok al regolamento

Approvato dal Consiglio comunale il testo del Regolamento sulla collaborazione tra cittadini e Amministrazione per la cura, la rigenerazione e la gestione condivisa dei beni comuni urbani. Questo nuovo strumento si pone l’obiettivo di promuovere e disciplinare in forme chiare le modalità di partecipazione attiva dei cittadini e delle realtà associate per la cura degli spazi comuni, riconoscendo la ricchezza delle diverse esperienze già presenti a livello locale, mentre le attività saranno svolte nell’ambito di patti di collaborazione che disciplineranno nel dettaglio forme di azione e le diverse responsabilità.

Il testo del Regolamento è stato ampiamente condiviso sia tra i diversi settori dell’Amministrazione sia con le realtà esterne – profit e no profit – non solo in una visione operativa ma anche e soprattutto attraverso una riflessione culturale e progettuale. Il testo approvato è infatti il risultato di un percorso articolato, che ha visto il coinvolgimento della Commissione consiliare Welfare, di diversi Settori comunali, ma anche, accanto alla Giunta, di numerose associazioni e di gruppi di cittadini cremonesi e non solo.

“L’iniziativa – spiega l’Assessore al Welfare di Comunità Mauro Platè – nasce dalla costruzione di una rete in collaborazione con altri territori che hanno approvato e stanno approvando nel nostro Paese regolamenti analoghi, modulati secondo le istanze locali, su una base condivisa, confrontandosi in una piattaforma di lavoro comune partita dall’esperienza del laboratorio Labsus (Laboratorio della Sussidarietà). Sulla base di tutto questo e sull’esperienza sino ad oggi condotta, tenuto conto che quando si parla di comunità non si devono intendere solamente i quartieri, ma anche quelle aggregazioni formali o informali che si riconoscono nella realizzazione di un obiettivo o di una finalità comune, è stato evidenziato come sia fondamentale costruire un ruolo di mediazione e di consapevolezza che deve tradursi nella capacità di mettere a confronto i vari modi in cui vengono viste le azioni”.

Il testo, composto da 24 articoli, delinea le caratteristiche percorsi di condivisione con l’Ente pubblico e le modalità di predisposizione di un “patto di collaborazione”: gli interventi di cura e gestione condivisa dei beni comuni devono essere basati sui principi di inclusività e di massima fruibilità, devono essere sostenibili e mettere al centro la responsabilità dei cittadini. Il testo definisce inoltre le possibili forme di sostegno attuabili.

Sono numerose le iniziative che in questi anni sono state sviluppate, con o senza il sostegno dell’Amministrazione, e che ora potranno trovare, attraverso questo nuovo strumento, un ulteriore sviluppo. Il Regolamento riguarda ambiti diversi, che in parte già in questi anni sono stati oggetto dell’iniziativa della cittadinanza cremonese: si pensi al recupero di luoghi dismessi (anche impianti sportivi), esaltando così l’impegno per la loro trasformazione in luoghi di coesione sociale, alla cura delle aule didattiche in alcune scuole, alla pulizia dei parchi, ma anche a rigenerazioni artistiche possibili grazie all’attivazione di risorse del territorio.

Il regolamento rappresenta così un importante passo avanti per favorire l’attuazione dell’articolo 118 della Costituzione: “…. I Comuni favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà”. Da un lato quindi il percorso punta alla valorizzazione del principio di sussidiarietà orizzontale, dall’altro sottolinea la consapevolezza che le persone sono portatrici non solo di bisogni ma anche di capacità che possono essere messe a disposizione per contribuire alla soluzione di problemi di interesse generale. Il Regolamento, inoltre, dà piena attuazione al Decreto legislativo 117 del 3 luglio 2017, in particolare l’art. 2 del codice Terzo Settore che ha reso generale il principio giuridico della collaborazione.

“L’idea sottostante – aggiunge l’Assessore Platè – è di un interlocutore istituzionale che non rappresenti solo il soggetto che regola (permette o impedisce), ma un attore che facilita le attività dei cittadini. Allo stesso tempo i cittadini non partecipano solo portando opinioni, ma proposte pratiche per risolvere problemi che riguardano tutti: le risorse quindi non sono ‘attese’ da parte delle istituzioni ma ‘offerte’ dai cittadini attivi presenti sul territorio. L’implementazione del Regolamento potrà inoltre supportare il lavoro dei servizi sociali, contribuendo alla responsabilizzazione della cittadinanza rispetto a diverse tematiche: maggiore responsabilità significa infatti, non solo maggiore coesione sociale, ma lo stimolo alla cura e all’attivazione delle risorse locali, sarà utile anche agli operatori sociali che, secondo la nuova organizzazione, sono chiamati a coordinare una rete di protezione delle situazioni di fragilità”.

Sottolineo l’importanza dell’atto che stiamo assumendo – ha aggiunto il sindaco Gianluca Galimberti –  Un atto che nasce da un lavoro lungo fatto da diversi assessorati e diversi settori insieme. Vorrei sottolineare la profonda coerenza con il programma elettorale che prevedeva appunto questo Regolamento. Il fermento del volontariato in città c’è ed esiste. E’ un’espressione della società. Aiutarlo e sostenerlo è utile a tutti. Ciò che si pone questo regolamento riguarda l’idea di comunità che noi abbiamo: non l’istituzione da una parte e i cittadini dall’altra, ma ognuno con il proprio ruolo insieme per la costruzione della comunità. Ciò passa attraverso un cambiamento della coscienza di cittadinanza. Il modo più alto è quello di sostenere, aiutare e stimolare tutte quelle azioni che cambiano il modo di vedere. Prendersi cura di un bene che non è solo mio, ma di tutti è una questione fondamentale del mantenimento e della crescita della comunità. Esiste un interesse generale che supera l’interesse individuale. Dentro questo Regolamento c’è tutto questo. E’ una novità che si colloca in una visione di welfare che vede il sistema sociale rivolto non solo alle fragilità, ma a tutti i soggetti che formano la comunità, anche a quelli non fragili. Per una responsabilità e un impegno condiviso”.

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