Un commento

Patente dietro compenso,
a Piacenza il processo per
la maxi inchiesta cremonese

E’ finito a processo a Piacenza l’indiano residente a Cremona che era stato arrestato nell’inchiesta partita dalla procura di Cremona nel 2013, che aveva portato allo scoperto un sistemadi frode per conseguire le patenti attraverso un ingegnoso sistema: chi doveva fare la patente pagava una consistente cifra, mille euro, per ottenere suggerimenti durante l’esame scritto della patente. Questi gli arrivavano attaverso un auricolare bluetooth collegato a un cellulare.

L’inchiesta era partita proprio da Cremona, dove alla Motorizzazione un esaminatore aveva scoperto il “giochino” e chiamato i carabinieri. Un sistema organizzato da un piacentino residente a Fiorenzuola e da un indiano che abitava nel Cremonese (entrambi hanno già patteggiato la pena). Oltre a loro, altri 50 erano gli indagati nell’inchiesta, di cui uno è appunto l’indiano attualmente a processo nel tribunale di Piacenza, perché gli accordi fraudolenti sono stati presi sul territorio piacentino. Numerosi altri indiani, invece, hanno patteggiato la pena al Tribunale di Cremona.

Durante l’ultima udienza, il giudice Fiammetta Modica ha sentito come testimoni i carabinieri di Cremona che avevano avviato l’indagine.

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Commenti
  • Mirko

    Adesso si capisce come fanno a guidare