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Martedì e mercoledì sciopero
degli avvocati per la riforma
dell’ordinamento penitenziario

Sciopero degli avvocati, domani e mercoledì, indetto dall’Unione delle Camere Penali Italiane per la riforma dell’ordinamento penitenziario. Per l’occasione, la Camera Penale di Cremona e Crema «Sandro Bocchi», sezione della Camera Penale della Lombardia Orientale, ha organizzato per domani un incontro con la stampa all’interno del carcere di Cremona.

“La legge 23 giugno 2017, n.103, comunemente nota come “Riforma Orlando””, si legge nella nota diffusa dalla Camera Penale della Lombardia Orientale, “contiene anche una delega al Governo affinché provveda alla riforma dell’ordinamento penitenziario, in particolare semplificando i provvedimenti, eliminando gli automatismi e le preclusioni nel trattamento penitenziario, modificando le norme in tema di misure alternative. In altre parole portando a compimento quel cammino iniziato con i richiami della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo e proseguito con le riflessioni degli Stati Generali dell’Esecuzione Penale, con gli appelli di avvocati e magistrati e con le iniziative non violente dei radicali (in primis di Rita Bernardini) e dei detenuti. Il Governo, presieduto dall’on. Paolo Gentiloni, con uno schema di decreto legislativo trasmesso alle Camere nel mese di gennaio 2018 per l’espressione dei pareri delle Commissioni parlamentari competenti per materia, ha cercato di dare attuazione alla delega prima della scadenza della legislatura”.

“Purtroppo”, prosegue la nota, “il parere negativo espresso dalla commissione giustizia del Senato, che ha di fatto richiesto di non inserire nel decreto l’eliminazione di automatismi e preclusioni e di non lasciare al Giudice tale scelta, oltre ad essere in aperta contraddizione con i principi che ispirano la legge delega (approvata meno di un anno fa dallo stesso Senato), ha reso molto più difficile il cammino della riforma dell’ordinamento penitenziario e rischia ancora una volta di rendere sterile il
fondamentale principio costituzionale della finalità rieducativa della pena e di abbandonare le persone detenute alle condizioni – criminogene – di sovraffollamento, degrado e inumanità più volte denunciate dall’avvocatura e dalle Istituzioni Europee.
Nella riunione svoltasi lo scorso 22 febbraio 2018, il Consiglio dei Ministri, pur convocato anche per licenziare il testo definitivo del decreto legislativo di riforma dell’ordinamento penitenziario, non ne ha deliberato l’approvazione, perdendo così l’occasione storica di dare al Paese – e soprattutto ai detenuti e alle loro famiglie – quella riforma di civiltà e ragionevolezza tante volte richiesta”.

La Camera Penale della Lombardia Orientale, “nella convinzione che sia ancora possibile giungere all’approvazione della riforma, sostiene con forza le ragioni dell’astensione dalle udienza proclamata dall’Unione delle Camere Penali Italiane, organizza in ogni carcere del distretto della Corte d’Appello di Brescia una conferenza stampa al fine di mantenere sempre viva la luce dell’informazione sulle ragioni della Riforma ed invita tutti i propri iscritti ad aderire ad una giornata di sciopero della fame il 13 marzo 2018 in segno di speranza, di riflessione e di lotta per contrastare quella che è a tutti gli effetti una resa della politica alla ‘pancia’ del paese”.

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