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Vicenda Aem-Anac: non è stata
salvata un'azienda, ma un
marchio (ormai svuotato)

Lettera scritta da Teresa Moschetti

Egregio direttore

l’incontro di presentazione del libro del dott. Carlo Cottarelli e certe affermazioni fatte dal Sindaco di Cremona, Gianluca Galimberti, mi offrono lo spunto per alcune riflessioni. Il sindaco Gianluca Galimberti attribuisce a sé ed alla sua giunta il merito di aver salvato AEM.

Memore dei ricordi dei miei nonni, mi sono presa la briga di consultare il sito di AEM ed ho scoperto che della storica ed importante azienda, nata nel 1915, non rimane nella sostanza più nulla, perché le attività che svolge adesso AEM sono quelle di detenere la partecipazione in alcune Società (LGH; Autostrade, Banca Etica ed una in liquidazione) incassare i canoni di certi beni patrimoniali e gestire i parcheggi che non sono stati affidati ai privati.

Infatti alla voce “dotazione organica” risultano n. 4 dipendenti e a quella “organi societari” n. 5 amministratori e n. 5 revisori.

Comprenderà le mie perplessità…. Io credo che non sia stata salvata l’azienda AEM, ma il marchio AEM.

Il vizio capitale della “burocrazia” che insieme agli altri 6, secondo il dott. Carlo Cottarelli, impedisce alla nostra nazione di stare al passo con le altre, perché denso di limiti, divieti e procedure complesse e contorte, potrebbe essere per alcuni soggetti disinvolti e “burocraticamente” molto preparati un mezzo per aggirare le norme, senza pagarne lo scotto.

Infatti una normativa così stratificata come quella italiana consente, soprattutto in campo amministrativo, ma anche civile, di compiere atti ed adottare provvedimenti non sempre conformi a legge, consapevoli che se ne nessuno se ne accorge tutto va bene e se qualcuno obietta o solleva il problema, intanto che si verificano gli atti, si fanno ricorsi e contro ricorsi, le cose vanno talmente avanti che tornare indietro diventa impossibile.

Questo calza a pennello con la vicenda LGH-A2A.

Anac ha deliberato che la procedura con la quale sono state cedute le azioni di LGH ad A2A è stata fatta in violazione di una norma di legge, ma pare che la notizia non sconvolga gli artefici di tale operazione. Anzi, si valuta solo il presunto risultato e si pensa magari già ad un ricorso….

Le pongo una domanda: con quale autorevolezza questi politici potranno chiederci di rispettare i regolamenti e di non evadere le tasse locali?
L’esempio non viene più dall’alto?

Con i miei cordiali saluti

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