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Appalto per gestione Hospice
Auricchio: 'Cremonesi rischiano
di perdere un loro patrimonio'

Volontarie Accd durante la Festa del Volontariato (foto d'archivio)

L’Accd (associazione cremonese cura del dolore) potrebbe a breve non essere più il gestore dell’hospice, la struttura per le cure palliative che l’Asst di Cremona affiderà tramite un bando pubblico, i cui termini sono ormai scaduti. Un’eventualità di cui Cremonaoggi si era già occupata (leggi qui) e che adesso viene riproposta in termini espliciti e molto preoccupati dal presidente dell’Accd Antonio Auricchio, che ha steso una lettera che riproponiamo integralmente.  Il bando prevede una durata d’appalto di 6 anni per un valore di 12 milioni di euro.

L’associazione cremonese per la cura del dolore (ACCD) per la città di Cremona costituisce il punto di arrivo di un progetto, iniziato molti anni fa, a cui hanno contribuito numerosi esponenti della cittadinanza e del mondo sanitario, ma soprattutto del volontariato. 

Dal 1986 l’associazione ACCD promuove e coordina un programma di cure a domicilio per malati affetti da cancro ed altre patologie cronico degenerative in fase avanzata e terminale. L’assistenza domiciliare al malato inguaribile prima e la costruzione dell’hospice poi, rappresentano un patrimonio dei cremonesi e se esiste è grazie alla lor generosità.

Per oltre 30 anni l’ACCD è stata l’unico Ente ad erogare Assistenza domiciliare ai malati terminali nel territorio cremonese e per 20 anni il costo di tale assistenza è stato sostenuto esclusivamente dalle importanti offerte dei nostri cittadini. 

In questo lungo periodo l’ACCD ha maturato una competenza nella somministrazione delle cure più appropriate ai malati oncologici e non oncologici in fase avanzata e terminale di malattia, acquisendo e strutturando quel complesso di comportamenti assistenziali e di impostazioni organizzative necessarie a realizzare una corretta assistenza domiciliare e residenziale. Questo ha consentito di formare un’equipe multi – professionale in grado di garantire non solo un’assistenza clinicamente adeguata, ma anche attenta alle necessità sociali, psicologiche, e spirituali del malato e dei suoi familiari.

L’ACCD, in sintonia con l’esperienza della fondazione Floriani di Milano ha pionieristicamente proposto, incoraggiato e realizzato un diverso e più umano approccio al malato terminale nel territorio cremonese, sostenendo da sempre la necessità di coinvolgere il s.s.n in una partnership Pubblico – Non Profit nello sviluppo della rete locale delle cure palliative. L’esperienza trentennale della ACCD, maturata anche con il contributo fondamentale del dott. Franco Toscani, uno dei pionieri delle cure palliative in Italia, ha consentito alla stessa di diventare progressivamente, sempre all’interno di un rapporto convenzionale con l’ospedale e la ex Asl di Cremona, il soggetto principale nell’erogazione delle Cure Palliative nel territorio cremonese. Nel novembre 2002 è stata attivata la struttura Hospice dell’ospedale di Cremona, fortemente voluta dall’Accd, con 14 posti letto ordinari più un posto letto di day hospital. La struttura è stata infatti costruita grazie a piccoli e grandi segni di riconoscenza a partire dalla buona usanza ma anche da tante altre forme di generosità oltre che ad importanti lasciti.

Grazie a questo altruismo cremonese è stato possibile così disporre di una ingente somma impiegata dall’ACCD per costruire l’Hospice, uno dei primi a sorgere in Lombardia ed in Italia come reparto in un ospedale pubblico. La gestione dell’Hospice è stata affidata dal 2002 all’ACCD che, oltre al personale volontario, ha messo a disposizione le risorse professionali necessarie: medici, infermieri, operatori sociosanitari, psicologi e assistenti sociali. L’ACCD si è inoltre fatta carico delle spese ordinarie e dei costi di varie opere di manutenzione e ristrutturazione dell’Hospice, dell’acquisto di nuovi materiali, di accessori di arredo, mobili ed attrezzature mediche.
L’ACCD impegnata da anni nella divulgazione della medicina palliativa, nella gestione di un Hospice all’interno dell’ospedale di Cremona, nell’assistenza domiciliare ai malati terminali e nell’organizzazione e gestione di un gruppo di volontari specificatamente formati per le cure palliative, si prefigge la promozione di studi e ricerche inerenti alla medicina palliativa e proprio per potenziare quest’ultima attività ha promosso la costituzione a Cremona della Fondazione “Istituto di Ricerca in Medicina Palliativa Lino Maestroni –Fondazione – Onlus” che è il riferimento scientifico per l’ACCD per tutti gli studi e le ricerche inerenti le cure palliative.
A tutt’oggi la medicina palliativa necessita di studi e di ricerche per sostenere in modo efficace ed efficiente il suo sviluppo e la sua diffusione nel mondo sanitario. Si sottolinea inoltre l’investimento dell’ACCD nel supporto alla ricerca con finanziamenti mirati nel settore delle cure palliative con pubblicazioni su riviste nazionali ed internazionali, convegni e borse di studio. Nel 2017 la direzione dell’azienda ospedaliera ha deciso, alla scadenza della convenzione con l’ACCD di effettuare attraverso la gara d’appalto l’affidamento del servizio di assistenza di cure palliative in Hospice residenziale e servizio di assistenza domiciliare di cure palliative all’aggiudicatario che presenterà la migliore offerta tecnica ed economica”.

Un patrimonio culturale e organizzativo – conclude Auricchio – di proprietà dei cremonesi “che rischia di rischia di andare perso con l’incognita della gara. È noto che la riforma sanitaria lombarda prevede un forte sviluppo sul territorio dell’assistenza domiciliare”.

 

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Commenti
  • camilloc

    Sarebbe veramente indecente se alla fine vincesse la solita cooperativa, nata solo per l’occasione, e magari con personale poco formato e sottopagato. In certi appalti, specialmente in campo assistenziale, la parte economica deve essere l’ultima ad essere considerata.

  • Ussignùur

    C’è solo da chiedersi perché o per chi…
    Sembra proprio un comportamento tafazziano!

  • Giorgia Giorgia

    La vita mi ha riservato un brutto dolore .posso solo dire che ho trovato molta professionalità e riservatezza.se le cose.
    cambiassero mi spiacerebbe