Un commento

Prostituzione a 'Le Birbe'
Anche 'il vigilante sentinella'
e 'il dj contabile dei privè'

Per un presunto giro di prostituzione e di droga al night club ‘Le Birbe’ di Pianengo, 12 persone sono finite davanti al gup con le accuse a vario titolo di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione e cessione di cocaina. Tra coloro per i quali la procura ha chiesto il rinvio a giudizio ci sono i titolari del locale: i tre fratelli Alessandro, Renzo e Stefano Restelli, accusati di aver favorito e sfruttato la prostituzione di circa 60 giovani ballerine dipendenti del night. I tre ne avrebbero coordinato l’arrivo al club, assegnando i locali destinati alle attività di privè, stabilendo tipologia e durata, ricevendo denaro dai clienti e definendo in anticipo anche il tipo di prestazioni.

Davanti al gup anche i fratelli Salvatore e Nunzio Fraglica e un albanese, Marjus Derjaj, che pur non essendo nè dipendenti o soci, avrebbero consigliato ai clienti le ragazze da portare nei privè e anche loro si sarebbero occupati della riscossione dei pagamenti. C’è poi Roberto Polimeni, responsabile della sicurezza: si sarebbe reso disponibile ad avvertire di un eventuale arrivo delle forze dell’ordine i gestori e le ragazze, azionando un pulsante che trasmetteva un segnale luminoso nella zona dei privè. Sotto accusa pure il disc jockey del locale, Walter Mazzali. A lui il compito di scegliere la musica adatta al tipo di prestazioni eseguite dalle ragazze con i clienti nei privè e sul palco, provvedendo spesso al controllo del registro degli accessi ai privè.

Al night club “Le Birbe” si promettevano, come scritto sulla pagina Facebook, “privè da 15 minuti con promozioni e offerte imperdibili…”. Offerte da 50 euro, che partivano dal sesso orale sino ad arrivare ai rapporti completi. Il blitz dei carabinieri era scattato nel luglio dell’anno scorso dopo un anno di indagini. A far partire l’inchiesta era stata la denuncia di un ex cliente che si era indebitato con i gestori per quasi 2.000 euro e che, sentendosi circuito, si era rivolto alle forze dell’ordine. L’uomo aveva rivelato quanto accadeva a “Le Birbe”: atti sessuali completi e droga. Una denuncia che aveva avuto riscontri con il posizionamento di alcune telecamere che avevano immortalato quanto avveniva all’interno del locale.

Il procedimento penale, che vede come imputate altre persone accusate di cessione di stupefacenti, è approdato davanti al gup Letizia Platè che però, essendosi occupata di atti relativi alle indagini, si è dichiarata incompetente. L’udienza è quindi stata aggiornata al prossimo 3 maggio davanti al gup Elisa Mombelli.

Sara Pizzorni

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Commenti
  • luciano1956

    Beh se erano birbe…