Un commento

PalaRadi, progetto ampliamento
a 5000 posti o niente deroga
per la prossima stagione

La curva del palazzetto dello sport di Cremona (foto Sessa)

Un anno fa, il consiglio della Federazione Italiana Pallacanestro, deliberava all’unanimità l’obbligo per le società di serie A1 di ospitare le gare di campionato in palazzetti dalla capienza minima di 5000 posti, a partire dalla stagione 2018-2019. Il PalaRadi, ampliato a 3500 posti 10 anni fa dal gruppo Triboldi, non soddisfa i requisiti ma dall’assessore allo sport Mauro Platè arrivano rassicurazioni di massima per tutti i sostenitori della Vanoli, team che punta ai playoff in questo finale di stagione e che in vista del prossimo campionato non ha la minima intenzione di muoversi da Cremona.
Il rischio di un allontanamento, per ora, sembra essere scongiurato: la Vanoli è in attesa di una deroga da parte della Fip, prima di tutto per l’eventuale disputa della prossima post season. Sulla stagione 2018/2019, fa sapere la dirigenza biancoblu, verrà fatto di tutto per restare al PalaRadi. Il richiamo della federazione non avrà infatti esito immediato: le deroghe dovrebbero riguardare anche il prossimo campionato, a fronte dell’impegno delle società di progettare interventi sui palazzetti che non rispettano le caratteristiche richieste nella delibera di aprile 2017.
Sul piatto, Cremona ha messo studi di fattibilità per adeguamenti da apportare alla struttura esistente. A marzo la spedizione degli ultimi incartamenti.
La situazione, come precisato da assessore comunale ed entourage Vanoli, resta monitorata. Al vaglio ci sono ipotesi di ampliamento del PalaRadi e di implementazione dei sistemi di sicurezza. A livello strutturale, per raggiungere i 5000 posti complessivi è necessario realizzare una nuova tribuna sul lato nord e innalzare sia quella creata dieci anni fa che la tribuna non numerata.
Un investimento che dovrebbe superare i due milioni di euro. Una cifra importante, per intervenire su una struttura comunque datata 1980. Ecco perché l’opzione di un nuovo impianto, moderno e che soddisfi tutte le richieste federali, resta al vaglio di società e comune. Lo stesso presidente Fip, Gianni Petrucci, ha avuto modo di sedersi al tavolo con la Vanoli per prendere visione delle varie ipotesi.
Passaggi informali che hanno riguardato anche altre realtà di A1. Il pericolo di farsi trovare impreparati è diffuso. Le altre città a rischio sono, in rigoroso ordine alfabetico: Brindisi, Capo d’Orlando, Pistoia, Reggio Emilia, Torino e Venezia. Piazze storiche, arrivate alla resa dei conti.

Simone Arrighi

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Commenti
  • MENCIA

    sette squadre su 16 quasi la meta’