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Statuto Fiera: ok col voto
contrario di Lega, F.I. e Misto
Zanchi in pole per presidenza

Una passata manifestazione di Cremonafiere Spa

Passa, con i soli voti della maggioranza, la delibera che sancisce il ‘via libera’ del comune di Cremona alle modifiche dello statuto di Cremonafiere, ma l’ufficio di presidenza che ne ha discusso giovedì sera si è concluso con una bagarre finale, scatenata sulle opposte visioni di questo documento piovuto da un giorno all’altro tra i lavori del consiglio comunale. Dopo l’illustrazione dei contenuti della bozza di delibera (passata con i voti contrari di Lega, Forza Italia e gruppo Misto; astenuti Obiettivo Cremona e M5S; non ha partecipato al voto Ncd) i capigruppo di Lega Nord, Alessandro Carpani e del Pd, Rodolfo Bona si sono accapigliati sulla scaletta dell’ordine del giorno del consiglio comunale del 26 aprile in cui sarà discussa la delibera, con il consigliere di maggioranza che ha insistito affinchè questa venisse approvata per prima e poi si discutesse l’interrogazione, e quello di minoranza che, come previsto dal regolamento, ha preteso che avvenisse il contrario. Una differenza non insignificante: la Lega rivendica a sè di aver sollevato pubblicamente una questione che altrimenti sarebbe rimasta nelle stanze del cda della Fiera e della giunta comunale. Alla fine, quando ormai Carpani aveva lasciato la sala, la sua richiesta è stata accolta.

Tra le novità che attendono l’ente fieristico, oltre all’arrivo di un nuovo partner ancora non identificato, c’è la nomina del nuovo Cda (che avverrà col nuovo statuto) e quindi del presidente: il nome più accreditato è quello di Roberto Zanchi, avvocato d’affari, ex presidente della Banca Popolare di Cremona.

Dopo l’illustrazione dell’atto di indirizzo da parte del sindaco Galimberti, che ha sostenuto la necessità di una modifica dello statuto per agevolare l’ingresso di nuovi partner in grado di ricapitalizzare l’ente, a rischio di default, sono stati analizzati i cambiamenti nello statuto, che sarà sottoposto ad approvazione dell’assemblea della Fiera il 27 aprile. Tra le novità: abolizione del limite del doppio mandato per il presidente; diminuzione da 17 a 7 membri dei componenti del Cda, con soli due rappresentanti dei soci pubblici; eliminazione del tetto del 25% di partecipazione azionaria.

Il capogruppo della Lega Carpani ha letto un documento della segreteria cittadina, nel quale si prende atto che la nuova bozza di statuto ha recepito alcuni dei suggerimenti contenuti nell’interrogazione urgente della scorsa settimana, a tutela degli investimenti degli enti locali nella fiera (3 milioni in capitale di rischio sottoscritti dal Comune, tra l’altro) e per mantenere un minimo di rappresentatività del pubblico nel Cda.

“Condivisibili  sono inoltre le due priorità da lei enunciate”, si legge nel documento rivolto al sindaco: “rendere l’azione della fiera più efficiente ed efficace per garantire il suo futuro e immettere tutte le tutele, previste anche dalle norme, per salvaguardare gli investimenti pubblici.
Tutto ciò ci vede d’accordo, sono il percorso e la tempistica ad alimentare i nostri timori.
Per rendere più efficiente la fiera non è necessario modificare lo Statuto ma è sufficiente che i soci si accordino nel definire il numero dei consiglieri in nove, numero minimo consentito; non credo che ciò si discosti molto dall’odierna proposta di sette. Ciò consentirebbe al Comune di Cremona di mantenere inalterate, senza annacquarle come nello statuto modificato, tutte le tutele per salvaguardare l’investimento pubblico, compresa la doppia rappresentanza nel Consiglio”.

Inutile poi, continua il documento, cambiare lo statuto prima dell’ingresso di un nuovo partner, che sicuramente ne chiederà ulteriormente la modifica in relazione alle proprie esigenze.  “Sarebbe opportuno e maggiormente prudente attendere la definizione delle condizioni di partecipazione alla compagine societaria di CremonaFiere S.p.A. del potenziale partner prima di ridurre in modo consistente i diritti di partecipazione del Comune di Cremona alla società stessa e conseguentemente i poteri di tutela del patrimonio dei cittadini di Cremona, così da poter serenamente valutare se l’apporto, in termini finanziari ed industriali, sia commisurato ai sacrifici richiesti.
Capisco e concordo che la fiera, bene pubblico dei Cremonesi, non può essere e non debba divenire un campo di battaglia tra le forze politiche, ma sono convinto che di fronte agli errori ci si possa anche ricredere e accettare l’invito a soprassedere, anche se proveniente da una forza di minoranza”. g.biagi

 

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