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Cremo: dopo l'ennesima
sconfitta bisogna
cercare una svolta

La Cremonese piegata sulle gambe e l’Ascoli che festeggia. E’ questa l’ultima immagine della partita di sabato, la seconda di due gare casalinghe che avrebbero dovuto fruttare almeno 4 punti, che avrebbero dovuto trasmettere l’impressione di una Cremonese in grado di salvarsi. Di fronte due squadre, la Salernitana e l’Ascoli, non irresistibili, forse meno attrezzate della Cremonese, sicuramente più in forma e decisamente più determinate e combattive.

Il girone d’andata quasi tutto vissuto in zona play off  ha dato l’illusione di poter arrivare con facilità alla salvezza e fatto sognare traguardi anche più ambiziosi. Ma il mercato d’inverno è stato come sempre il vero spartiacque di un campionato difficile come quello della B. Molte squadre hanno aggiustato il tiro rinforzandosi, non così la Cremonese che aveva appena perso due giocatori chiave, i due attaccanti in grado di concretizzare il lavoro della squadra, Mokulu e Paulinho, e se per il primo la stagione da subito è parsa compromessa, per il talentuoso brasiliano i problemi muscolari si sono moltiplicati, rallentandone progressivamente il recupero.

I rincalzi arrivati per diversi motivi non hanno dato i frutti sperati, e poi si sono aggiunti infortuni ad infortuni che hanno pericolosamente ridotto la rosa a disposizione di mister Tesser. Ai problemi fisici si sono aggiunti quelle mentali e la squadra che aveva fatto della capacità di reagire la sua arma migliore, oggi si scioglie come neve al sole di fronte alla prima difficoltà, come sabato con l’Ascoli. Cremonese per prima in vantaggio, un rigore generoso per un fallo ingenuo, una vittoria meritata per la squadra di Cosmi che ha saputo leggere il momento e portare a casa una gara che avrebbe voluto anche solo pareggiare. Festa in campo per i bianconeri e contestazione della  Sud, una curva che per tutto l’anno ha offerto uno spettacolo magnifico come non si vedeva da anni a Cremona e che non ci sta ad accettare una breve comparsata nella cadetteria.

Cremona merita la B, lo merita il pubblico, la città, la società che ha investito nella squadra e nello stadio Zini completamente rinnovato. C’è tutto questo a cui pensare oggi al primo allenamento della settimana, quando si ritroveranno faccia a faccia per commentare la sconfitta di sabato e per cercare una svolta. Serve una scossa che possa far riemergere la voglia di lottare. E’ una questione di orgoglio, di spirito di squadra, una squadra che non deve e non può permettersi di far sfumare in un lampo un sogno atteso per 11 anni.

Cristina Coppola

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