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Tragedia di Pioltello: 50
parti offese, presto nuovi
accertamenti non ripetibili

Sono circa una cinquantina i passeggeri del treno Cremona-Milano deragliato a Pioltello lo scorso 25 gennaio, indicati dalla Procura come parti offese, tutti residenti nel Cremonese e nel Bergamasco. Naturalmente oltre a loro, anche i parenti delle tre vittime: Pierangela Tadini, Ida Maddalena Milanesi e Alessandra Giuseppina Pirri. Si tratta di tutti coloro che nel corso del tragico incidente hanno riportato lesioni di una certa gravità, con prognosi che sono risultate superiori ai 40 giorni e che quindi sono procedibili d’ufficio.

Ma accanto a loro, si sta anche configurando un vero e proprio fenomeno di ‘sciacallaggio’, ossia una serie di potenziali danneggiati dal disastro ferroviario, con richieste alquanto improbabili, che in queste settimane stanno arrivando alla procura. Alcune di persone che neppure si trovavano sul treno. Come racconta il quotidiano ‘Il Giorno’, c’è ad esempio quella di una giovane professionista che lamenta di non essere arrivata in ufficio perché attendeva invano il treno in una stazione successiva a quella di Pioltello. O altri ancora che lamentano disagi per non essere riusciti ad arrivare in tempoin ufficio. E addirittura passeggeri che prendono sempre quel convoglio ma che quel giorno non c’erano. Ma chiedono un risarcimento perché “avrebbero potuto esserci”.

E ancora, ci sono i casi di coloro che erano in effetti sul treno ma che per fortuna non hanno riportato alcun tipo di trauma. Ma che ora chiedono un risarcimento per lo choc. Solo che in questo caso, serve una prova medica dell’eventuale danno riportato.

Procede intanto l’inchiesta sull’incidente, con una nuova consulenza tecnica richiesta dal procuratore aggiunto Tiziana Siciliano, che verrà effettuata nei prossimi giorni all’interno dell’hangar che ospita i resti el treno. Si tratta di nuovi accertamenti non ripetibili, che questa volta riguarderanno il carrello della carrozza deragliata per prima.

LaBos

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