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Omicidio Gobbi, la Suprema
Corte conferma l'ergastolo
per Roberto Infante

Nella foto, la vittima

Condanna definitiva all’ergastolo per Roberto Infante, 52 anni, di Boretto, complice nell’omicidio dell’imprenditore Giorgio Gobbi di Cicognolo, ucciso il 4 dicembre 2014 nella sua azienda a Viadana. La Corte di Cassazione ha dunque confermato la sentenza emessa il 12 febbraio del 2017 dalla corte d’assise di Mantova. Infante, che aveva assistito all’assassinio e aiutato l’omicida nell’occultamento del cadavere, aveva detto di non essere un complice, ma una vittima, perché era stato attirato sul luogo del delitto sotto la minaccia di ritorsione nei confronti suoi e della figlia. L’esecutore materiale del delitto era invece Luciano Bonazzoli, reo confesso, già processato con il rito abbreviato e condannato in primo grado a 18 anni. L’altro complice, Edo Dolci, che aveva ripulito il sangue sul luogo del delitto e che aveva fatto a pezzi l’arma usata per uccidere Gobbi, una doppietta lanciata in un canale nel comune di Porto Mantovano, era invece stato condannato a tre anni e quattro mesi per favoreggiamento. Giorgio Gobbi, 43enne di Casteldidone, era stato trovato cadavere nel bagagliaio di un’auto presso il parcheggio del Centro Torri a Parma il 4 dicembre 2014.

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