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Comitati di quartiere, quale
ruolo? L'interrogazione
di Maria Vittoria Ceraso

Che ruolo hanno i comitati di quartiere? Si tratta di organismi meramente destinati a organizzare eventi ludico-ricreativi, o possono prendere parte alla vita amministrativa e alle decisioni che vengono prese dal Comune? A chiederselo è il consigliere comunale Maria Vittoria Ceraso (Obiettivo Cremona), che in seguito all’incontro richiesto dai presidenti di dieci comitati all’Amministrazione, ha presentato una interrogazione su quale sia il vero ruolo di questi gruppi di cittadini, regolarmente eletti.

Non è la prima volta che alcuni di essi sottoscrivono istanze comuni su problematiche trasversali a più quartieri dimostrando come il benessere di ciascuno sia in stretta relazione con gli altri in una visione che vuole considerare la città come un tutt’uno in cui i quartieri, centrali e periferici, devono avere lo stesso valore e la stessa attenzione” evidenzia Ceraso.

“I fatti dimostrano però che non è questa la visione che l’attuale Amministrazione ha dei Comitati di Quartiere relegati sempre più a svolgere attività ludico ricreative (serate danzanti, passeggiate, concorsi balconi fioriti, feste ecc.) che, seppur molto apprezzabili, non possono esaurire il ruolo o il coinvolgimento degli stessi. Innanzi tutto vorrei far notare come l’attività di modifica del Regolamento dei Comitati di Quartiere, iniziata un anno fa, finalizzata ad un miglior funzionamento dei suddetti organi, non ha più avuto alcun seguito dopo le proposte di modifica avanzate dai Presidenti dei Comitati in ordine ad un maggior coinvolgimento degli stessi, a dimostrazione della priorità che riveste l’argomento presso la Giunta.

Di fatto molte decisioni che riguardano singoli quartieri o scelte strategiche della città passano sopra la testa dei Comitati i cui Presidenti non sono mai invitati, anche solo come uditori, nelle Commissioni Consiliari, nemmeno quella di competenza, anche quando i temi trattati potrebbero essere di loro interesse.

E così ai presidenti non rimane che scrivere note alla Giunta con richieste di informazioni, interventi o per sottoporre problematiche su questioni attinenti il quartiere alle quali però il più delle volte non ottengono neppure un semplice riscontro. Questo nonostante l’art.4 dell’attuale Regolamento dei Comitati di Quartiere preveda espressamente la possibilità di un’informativa preventiva al Direttivo ogni qualvolta l’Amministrazione adotti atti e provvedimenti rilevanti aventi incidenza sul quartiere stesso concernenti la pianificazione urbanistica, la gestione dei servizi pubblici, la progettazione di opere pubbliche e la definizione della mobilità.

A tal proposito non mi risulta che i Presidenti dei Comitati siano mai stati invitati in qualche Commissione nella quale è stata presentata la variante al PGT mettendoli in condizioni eventualmente di fare delle osservazioni o spiegando le modalità di partecipazione al suddetto percorso proprio per supportarne il coinvolgimento (vista la materia tecnica di non facile comprensione per coloro non addetti al settore ma la cui importanza in chiave strategica sulla città è fondamentale).

Così come dubito che i Direttivi dei Comitati siano stati coinvolti rispetto al recente Piano manutenzione strade e marciapiedi presentato pochi giorni fa dall’Amministrazione nel quale sono già stati individuati tutti gli interventi previsti fino al 2019 suddivisi per quartiere senza che gli stessi siano stati minimamente sentiti almeno a livello consultivo prima dell’adozione del piano.

E sul tema della mobilità mi chiedo come sia possibile che i Direttivi dei Quartieri Via Giordano e Zona Po non siano stati preventivamente informati, se non attraverso i comunicati stampa del Comune o semplice mail informativa, e coinvolti in occasione dell’avvio dei lavori di realizzazione della nuova ciclabile di Via del Sale che hanno determinato significative modifiche della viabilità nei suddetti quartieri che stanno creando gravi disagi sia ai residenti che a tutti coloro si trovano costretti per necessità a percorrere Viale Po e le vie limitrofe.
Ma un Direttivo di un comitato di quartiere che non viene coinvolto e reso protagonista in una situazione come questa, anche eventualmente per collaborare con l’Amministrazione per ridurre al minimo le criticità nei due quartieri interessati, che credibilità e autorevolezza può avere di fronte ai residenti se la prima a snobbarlo è proprio l’Amministrazione?

Forse da qui nasce la sempre più scarsa affluenza al voto dei Comitati registrata in occasione del recente rinnovo degli stessi.
Condivido quindi in pieno il tentativo dei 10 Presidenti dei quartiere di riportare l’attenzione dell’Amministrazione sui temi fondamentali che stanno a cuore in maniera trasversale ai cittadini rivendicando per i Comitati di Quartiere un ruolo da protagonista nelle scelte strategiche della città, ruolo che questa Amministrazione gli ha di fatto fino ad ora negato snaturandolo ad animatore di quartiere al servizio di quella che ricorderemo come la famigerata rigenerazione urbana della Giunta Galimberti”.

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