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Ciclabile via Riglio, Manfredini
risponde a Bordi: 'Sicurezza
è la nostra priorità'

AGGIORNAMENTO – Non si fa attendere la risposta dell’assessore Alessia Manfredini alle critiche mosse dall’ex assessore Bordi al progetto di ciclabile lungo via Riglio. “Spiace constatare – afferma l’assessore – che non venga colta la valenza che offre l’intervento per la messa in sicurezza di un tratto della ciclabile di via Riglio in quanto permette di collegare meglio la città alla ciclovia nazionale VENTO. Non va inoltre dimenticato che si è riusciti ad intercettare i finanziamenti regionali per realizzare e completare le piste ciclabili esistenti.

Entrando nel merito delle perplessità sollevate, preciso che i tecnici del Comune hanno valutato attentamente il progetto, insieme ad esperti del Politecnico, e si è deciso di garantire la sicurezza dei ciclisti, oltre alla continuità con i tracciati ciclabili presenti. Il semaforo sarà poi a ciclo con spire di rilevazione dei flussi di via Riglio, pertanto modulabile nella durata. In ogni caso, nella fase della progettazione esecutiva, ci sarà un ulteriore approfondimento sull’impianto semaforico ed anche sulla segnaletica di preavviso. Aggiungo che nel progetto è previsto che le bici passino sempre su corsie protette a lato di quella destinate agli altri veicoli. Questo aspetto, in un tratto dove transitano numerosi mezzi pesanti, non poteva certo essere trascurato, senza dimenticare che il semaforo rappresenta un deterrente alla velocità e al passaggio non consentito di TIR. La priorità – conclude Manfredini – resta sempre e comunque la sicurezza per tutti.

Opinioni contrastanti sul progetto per la pista ciclabile di via Riglio, inserito nel circuito nazionale della ciclovia Vento: nel tratto che oltrepassa il canale navigabile, è previsto un senso unico alternato regolato da semafori per consentire la realizzazione della corsia riservata alle due ruote. Tra i fautori e i detrattori di questa soluzione c’è l’ex assessore all’Ambiente ed ora esponente del M5S Francesco Bordi, che critica l’iniziativa partendo da una norma del Codice della Strada ed dal suo regolamento di attuazione, documenti che regolano le strettoie ed il senso unico alternato con articoli relativi ai cantieri stradali (art. 21 del Codice “Opere, depositi e cantieri stradali e art.42 del Regolamento di attuazione “Strettoie e sensi unici alternati). “Al  punto che l’art. 42 del regolamento, fuori dai centri abitati, come in questo caso, prescrive segnaletica di preavviso semaforica con sfondo giallo, colore adottato per la segnaletica orizzontale provvisoria (art.42 comma C del Regolamento).”

La ciclabile già esistente lungo via Vulpariolo, parallela a via Riglio

Ma “anche tralasciando gli aspetti normativi – continua Bordi –  sussistono forti motivazioni tecniche e logiche che sconsigliano questo provvedimento.  Il traffico delle biciclette è alquanto ridotto e non motiva una penalizzazione così forte del traffico veicolare peraltro legato a fenomeni di pendolarismo lavorativo che avvengono in orari spesso poco utilizzati dai ciclisti Tra i due semafori vi è almeno una strada che accede all’area portuale, mi chiedo come si procederà per metterne in sicurezza l’uscita.

C’è poi un problema di sicurezza, considerando l’abituale comportamento degli automobilisti: “Mantenere  in funzione un semaforo obbligando alla sosta forzata in assenza di traffico nella direzione opposta, indurrà sicuramente i conducenti a ignorare il rosso generando maggior pericolo. Se il senso unico alternato si adotta per realizzare una pista ciclabile protetta, è bene evidenziare che in molti periodi dell’anno con condizioni metereologiche avverse (vento, freddo pioggia ecc) questa non sarà utilizzata da velocipedi, quindi il provvedimento sarà una inutile penalizzazione del traffico veicolare composto perlopiù da lavoratori”.

“Onestamente – è la conclusione –  la soluzione proposta mi sembra inutile, costosa e malpensata in relazione al volumi dei veicoli, a motore e non, che transitano sul ponte: la sicurezza si può ottenere anche adottando sistemi meno impattanti e costosi di calmierazione del traffico”.

Tra i commenti invece in positivo c’è quello di Filippo Bonali, estensore del Biciplan e consigliere comunale di Sinistra per Cremona: “Da Venezia a Torino si stanno sistemando tanti piccoli pezzettini come questo che permetteranno all’Italia di avere una grande ciclovia turistica che potrà attirare migliaia di turisti. Siamo fortunati che passi proprio anche da Cremona, quindi sistemiamo i nostri pezzettini. E’ solo un senso unico alternato, quindi al massimo aspetti un rosso e poi riparti.

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Commenti
  • Mario Rossi ₷ᶌ

    Cosa non si inventano pur di complicare la vita agli automobilisti, sperare che quest’opera porti turismo è pura fantascienza.

    • Sorcio Rosso

      sorcio verde, perchè hai cambiato nome??
      alla fine potresti mettere il tuo vero, così ci divertiamo sul serio! ahahaahaahah

      • Mario Rossi ₷ᶌ

        La segnalazione è già partita e le conseguenze non si faranno attendere. Ciao Ciao.

  • Illuminatus

    Ogni tanto qualcuno ci ricorda che esiste anche il buon senso!! GRAZIE!!

    (Sto parlando dell’intervento del sig. Bordi, ovviamente)

  • fulvio rozzi

    speriamo nel buon senso, mi sembra la paranoia del ciclo (bicicletta) !

  • Mirko

    Grande bordi….parole sante

  • maumamaro

    Francamente non si spiega questo delirio sulle ciclabili. Temo che gli amministratori siamo alla spasmodica ricerca di qualche punticino sulle farlocche classifiche della qualità della vita nelle città.

    • Illuminatus

      Certo, ma forse ignorano che nelle classifiche della qualità della vita vi è anche il traffico, che tra estensione di ZTL, sensi unici, chiusure, e, appunto nuove piste ciclabili, è diventato un girone dantesco.

      Quindi molti vedono un saldo negativo.

  • Mario Rossi ₷ᶌ

    Cosa non si inventano pur di complicare la vita agli automobilisti, sperare che quest’opera porti turismo è pura fantascienza.

  • Illuminatus

    Alla c.a. dell’Assessore:

    “Spiace constatare … che non venga colta la valenza che offre l’intervento per la messa in sicurezza di un tratto della ciclabile”.

    Lo abbiamo capito, ma qual è il costo? Mettere in maggiore pericolo chi va in auto sul tratto medesimo, magari pendolari o anche neo-patentati?

    Io da piccolo ho visto un’auto finire dentro un fiume davanti ai miei occhi, da un ponte a senso unico alternato perché veniva su un bus dall’altra parte. Sono morti tutti, e mi ricordo ancora la scena. Ci pensi – anche chi va in auto ha un’anima.

  • La trappola

    “La sicurezza è nostra priorità”… quindi?Gli altri invece sono dei cattivoni che vogliono sfrecciare a 200 all’ora travolgendo tutto e tutti in particolare i miliardi di ciclisti che arriveranno. Mah…

  • Gianluca

    Possiamo scrivere anche un miliardo di commenti ma se han deciso così….si fa e stop.

    • Illuminatus

      Ahimé è proprio vero. Siccome “loro” hanno assunto il compito di educare noi poveri incivili ad aspirare ad un avvenire luminoso, le cui qualità sono al di là della nostra scarsa capacità cerebrale, così sia.

      Fino alle prossime amministrative, beniniteso.