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Concluso il sinodo
dei giovani, messa
e festa in Cattedrale

Arriveranno a Papa Francesco le proposizioni conclusive del Sinodo diocesano dei giovani, la cui fase assembleare è terminata ufficialmente domenica 20 maggio in Cattedrale con la solenne Messa di Pentecoste. Gliele consegnerà il vescovo Antonio Napolioni che, da oggi lunedì 21 maggio, partecipa a Roma ai lavori della Conferenza episcopale italiana. «Segno di unità – ha sottolineato lo stesso Vescovo – con lui e con la Chiesa intera, che in ottobre approfondirà le stesse sfide a raggio mondiale».

L’intensa giornata di ieri è stata aperta nel primo pomeriggio presso il Centro pastorale diocesano di Cremona con i lavori dell’ultima delle cinque assemblee sinodali, che hanno coinvolto il centinaio di membri eletti. Al centro della riflessione il tema degli “stili di vita”, con il confronto e la stesura delle relative proposizioni, votate insieme a quelle emendate dopo le precedenti sessioni. L’assemblea, moderata dalla soresinese Eika Norn, ha visto la presenza del vescovo Napolioni, come nei precedenti incontri.

Durante il pomeriggio vi è stata anche la possibilità di momento di incontro e confronto tra il Vescovo e i giovani sinodali. È intervenuto per una testimonianza anche Michele Bellini, giovane cremonese che nelle scorse settimane a Roma ha preso parte alla riunione pre-sinodale dei giovani convocata da papa Francesco in preparazione al Sinodo dei Vescovi previsto nel prossimo ottobre.

Alle 19 in Cattedrale il vescovo Antonio Napolioni ha presieduto la solenne Messa di Pentecoste che ha chiuso ufficialmente il Sinodo diocesano. Non una semplice coincidenza di occasioni – ha sottolineato il Vescovo aprendo l’omelia – ma «un evento unico, della Chiesa e dello Spirito, dono di Gesù Risorto».  Appena prima che mons. Napolioni prendesse la parola per l’omelia due dei giovani sinodali hanno ufficialmente consegnato al Vescovo le proposizioni approvate.

«Attraverso questi meravigliosi e normalissimi ragazzi – ha pregato con i giovani il Vescovo –  Tu, o Dio, ci rinnovi l’appello a una fede adulta, autentica e matura, vissuta senza maschere e formalismi, perché sia capace di affascinare e generare […]». Perché «i tuoi giovani ci chiedono Vangelo, e calma per attingervi insieme potenza di vita, da innamorati non da professionisti. Ci chiedono relazioni vere, che dilatino la fiducia, aprano alla vera libertà, e ci facciano uscire incontro a tutti, per comunicare la bellezza della vita con Dio».

Annunciati anche i prossimi passi: «Nei prossimi mesi, con i sacerdoti, i religiosi/e e gli adulti, mediteremo i documenti sinodali, chiedendoci come dare risposte concrete e coraggiose». Con una chiara consapevolezza: « I giovani sono già più avanti di noi adulti nella capacità di “fare rete”, al di là di confini e campanili».

Per questo il Sinodo che, pur concludendo la sua fase celebrativa «non va in archivio – ha assicurato il Vescovo -. Tra pochi giorni andremo ancora in carcere, stavolta non solo il Vescovo ad ascoltare, ma i giovani sinodali a raccontare. Perché dalle drammatiche periferie della nostra società riparta la missione di annunciare e costruire il Regno dei cieli. E in agosto cammineremo insieme, verso Roma, per incontrare Papa Francesco».

La Messa, concelebrata dal vescovo emerito Dante Lafranconi e diversi altri sacerdoti, tra i quali l’incaricato diocesano per la Pastorale giovanile, don Paolo Arienti, è stata animata con il canto dal Grande Coro Diocesano. Al termine della celebrazione a tutti i giovani sinodali è stato lasciato un segno: una croce richiamante l’effusione dello Spirito e la recente Esortazione Apostolica di Papa Francesco “Gaudete et esultare”. Conclusa la Messa, dopo un momento di aperitivo in piazza S. Antonio Maria Zaccaria, il Sinodo diocesano è stato salutato con un momento di festa.

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