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'I partiti non s'immischino
nei comitati di quartiere': un
consigliere prende le distanze

Una riunione dei comitati di quartiere

I partiti politici stiano lontani dall’attività dei comitati di quartieri. Lo chiede, in una lettera al giornale, un componente del direttivo del quartiere 5 (Borgo Loreto – San Bernardo), Bruno Fulco, dopo l’interrogazione presentata da Maria Vittoria Ceraso (Obiettivo Cremona) in relazione alla richiesta di 10 presidenti di quartiere di un incontro con l’assessore Alessia Manfredini per avere risposte su questioni trasversali (dalla disinfestazione dalle zanzare alla strada sud). In parte  Manfredini ha già dato risposte, le altre arriveranno a breve, quando saranno meglio definiti gli scenari di sviluppo della mobilità cittadina, grosso  modo a settembre.

La lettera con la richiesta di incontro (leggi qui: Dieci quartieri si coalizzano: da via Giordano alle zanzare pressing su amministrazione)  era stata inviata dai presidenti dei quartieri S.Ambrogio – Incrociatello; Maristella; Boschetto – Migliaro; via Giordano; Cavatigozzi; Giuseppina – Villetta; Cambonino; Bagnara – Battaglione; Zaist; Centro. Non l’avevano sottoscritta i rappresentanti di San Felice, quartiere Po (dove il direttivo è completamente cambiato essendosi dimessa la presidente Maria Luigia Bernuzzi e altri due consiglieri) e, appunto, di Borgo Loreto, da cui proviene Fulco.

“I comitati di quartiere  – continua il suo intervento  – sono organismi apartitici senza finalità di lucro e di partecipazione democratica. Gli organi del comitato di quartiere sono l’assemblea di quartiere, il consiglio direttivo, il presidente, il vice presidente e il segretario che partecipano alla vita attiva del comitato volontariamente ed operano nel rispetto delle leggi di riferimento degli enti locali e dei regolamenti comunali.
“I comitati di quartiere svolgono un meritevole ruolo propositivo e consultivo attraverso una serie di attività fra le quali la promozione di iniziative di solidarietà e di volontariato speciale in collaborazione con le associazioni, parrocchie ed altri soggetti operanti sul territorio del quartiere.
“Attraverso il suo direttivo, i comitati di quartiere, possono essere preventivamente informati e consultati dall’amministrazione comunale quando si devono adottare, sul quartiere, provvedimenti importanti. Il lavoro che i componenti dei comitati svolgono giornalmente e senza percepire alcun compenso, nei confronti dell’amministrazione comunale e della cittadinanza di riferimento, merita, a mio parere, rispetto e gratitudine”.

Secondo il consigliere quindi, ci sarebbero vari indizi che indicano uno sconfinamento del ruolo dei comitati, estraneo alle ragioni per cui erano stati istituiti: “Il comportamento che stanno tenendo alcuni presidenti di quartiere, così come si legge sui quotidiani locali, mi lascia molto perplesso e sconcertato. Detto questo, mi sembrano inopportune e sgradevoli i commenti di parte politica che vuole mettere le mani sui comitati di quartiere che operano per fini sociali e culturali per il bene comune del quartiere”.

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Commenti
  • elia sciacca

    condivido

    • un fascio di luce

      … e lei ne ha frequentati di partiti…

  • un fascio di luce

    che tenerezza che fanno i “puri di cuore” …

    che scrivono ai giornali, in cerca di visibilità e notorietà, al pari degli stessi presidenti firmatari della lettera.

  • Mario Rossi ₷ᶌ

    Terremo presente questo nome, non si sa mai ma siamo certi del contrario, che questo signore compaia alle prossime amministrative

    • un fascio di luce

      concordo. è un nome che rivedremo e abbiamo pure già visto, non fosse altro che perchè lavora negli Uffici Scolastici Territoriali di Cremona… farà carriera!

      è pura ipocrisia credere che ogni cittadino, Fulco compreso, che appartenga o no ad un comitato, non porti con sé le proprie ideologie politiche.

      è insensato pensare il contrario.

      ma poi, cosa han fatto di male i comitati sottoscrittori della lettera?

      chiedere che dopo anni venga fatto il trattamento per le zanzare e chiedere che finalmente il comune risponda in merito al proprio piano alternativo per il problema di viabilità di via giordano e quartieri attigui, prima di cancellare con un colpo di spugna ideologico un “un tracciato sulla carta e pure una consultazione finalizzata solo a mantenere un tracciato sulla carta” (per riportare le parole del professor Bona)…

      trovo che questi argomenti non siano ne ideologici ne frivoli.

      forse inizia a far paura il fatto che i comitati, eletti (e, in alcuni casi, con più preferenze di alcuni assessori seduti a palazzo), inizino a ritrovarsi uniti.
      stiamo perdendo di vista il significato di opposizione e, ancor più preoccupante, di democrazia.

      fanno invece tristezza questi imbarazzanti tentativi di criticare sempre chi lecitamente chiede spiegazioni.