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Referendum, il Comitato
rilancia: 'I cittadini hanno
rispettato le date'

Non tarda ad arrivare la risposta del comitato per il referendum strada sud, dopo la presa di posizione dei capigruppo di maggioranza che hanno sostenuto l’impossibilità di indire il referendum, sollevando una duplice questione: non sono stati rispettati i tempi di raccolta firme e non si cambiano le regole del gioco in corso; e  l’eventuale nuovo testo del regolamento per il referendum (vecchio di 25 anni) dovrebbe prevedere l’inammissibilità di quesiti in materia urbanistica in quanto il Pgt prevede già una fase partecipativa per i cittadini. E concludono, i consiglieri di maggioranza, sottolineando la strumentalità della raccolta firme iniziata lo scorso week end da parte del comitato e dei partiti politici (Lega e Forza Italia in testa) che lo sostengono.
“La raccolta firme – controbatte la presidente del comitato, Cristina Arata – è portata avanti secondo un percorso di legittimità supportato da ben due pareri del Comitato Garanti, che ricordiamo essere composto da tre avvocati nominati da Consiglio Comunale a presidio di tutta la procedura. Un parere che ha dichiarato la legittimità e l’ammissibilità del quesito proposto ed un parere che ha rilevato la necessità di un aggiornamento del Regolamento del Referendum datato 1993 superato dalla normativa nazionale vigente ed in contrasto con il dettato costituzionale.
In particolare in questo secondo parere il Comitato Garanti ‘auspica il sollecito accoglimento da parte del Consiglio Comunale delle proposte di modifica in esso contenute (tra queste la possibilità di indizione del referendum in un qualunque momento dell’anno) di modo da consentire l’immediata attuazione delle stesse’.
Ci chiediamo pertanto a quale parere si riferiscano i capi gruppo di maggioranza quando parlano di impossibilità di indizione del Referendum  o di inapplicabilità delle eventuali modifiche del Regolamento alla procedura referendaria in corso quando i garanti si sono espressi così chiaramente in senso opposto.
Se c’è qualcuno che in tutta questa vicenda sta rispettando le norme questi sono proprio i cittadini che chiedono solo di potersi esprimere  in base a  regole corrette e aggiornate  così come auspicato dal Comitato Garanti. Attendiamo quindi  fiduciosi di conoscere l’esito della decisione presa dall’Ufficio di Presidenza in merito alla nostra richiesta di avvio della procedura di modifica del Regolamento depositata al Protocollo in data 18 maggio 2018 sperando che a prevalere siano state le motivazioni giuridiche e non quelle di convenienza politica”.
Da ultimo, l’appello per le firme (ne servono circa 2800): “Rinnoviamo l’invito a tutti i cittadini che credono nella partecipazione e nel diritto di espressione di venire a firmare nei vari punti di raccolta dando a tutti, favorevoli e contrari al quesito referendario, la possibilità di esprimersi per potere scrivere una bella pagina di democrazia nella nostra città”.
I prossimi banchetti si terranno: venerdì 25 maggio corso Campi 16-19.30; sabato 26 maggio Coop di Via del Sale e Piazza Stradivari 9 – 12.30;  mercoledì 30 maggio Piazza Stradivari 9-12.30 e Corso Campi 16 -19.30;  sabato 2 giugno corso Campi e piazza Stradivari dalle 9 alle 12.30.

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Commenti
  • un fascio di luce

    e dopo tanto scrivere, speriamo che i cittadini sottoscrivano questa richiesta di poter indire un referendum.

    assurdo, insensato e assolutamente anti-democratico, l’ennesimo bieco tentativo di opporsi ad un referedum pubblico.

    va bene essere convinti delle proprie opinioni, o piegare la testa alle opinioni (perchè di questo si tratta se i fatti non sono supportati da dati, resi pubblici solo in forma aggregata) dell’assessore alla partita, ma impedire ai cittadini di esprimersi in merito, mi sembra un po’ eccessivo anche per Galimberti.

    non depone a suo favore e della tanto decantata “condivisione”…

    o forse intendeva condivisione tacita delle sue volontà, a prescindere. in questo caso però dovrà cambiare nome alla sua lista “fare nuova la città” e pure al “partito democratico”.. che già perde i pezzi, ma così perde anche l’aggettivo democratico.

    • Illuminatus

      Hai ragione, non siamo mica in Venezuela…

  • Caber

    “Se votare cambiasse qualcosa, sarebbe illegale.”

  • ciclo-pe

    Il Comitato avrà ragioni da vendere ma dovrebbe spiegare per quale motivo i cittadini cremonesi, molti dei quali pensano che l’amministrazione comunale abbia finalmente assunto una precisa (e molto
    saggia) scelta di politica urbanistica, cioè la soppressione di un’opera costosissima, deturpante ambiente e paesaggio, concettualmente
    e tecnicamente superata e che distruggerebbe per sempre l’equilibrio del
    rapporto tra Città e Fiume, dovrebbero firmare “democraticamente” per partecipare a un referendum
    consultivo, promosso da un comitato che si dichiara super partes e non lo è, di cui più che la logica si percepisce l’anelito populista.
    C’è
    un’amministrazione in carica, ci sono tecnici e dirigenti, ci sono i consulenti, c’è un consiglio comunale, ci sono norme e
    procedure trasparenti: perchè si pretende il voto popolare su un piano urbanistico?

    Quando la giunta precedente approvò il piano urbanistico in vigore con la strada sud incorporata (che solo per la cronaca, oltre a sfasciare le aree a nord delle Colonie padane, prevede un tunnel sotto il rilevato di San Sigismondo!!) mi pare di ricordare che alcune
    associazioni ambientaliste e culturali espressero molte e forti perplessità sull’opera
    nelle sedi previste dalle procedure urbanistiche. E l’opera, anche per chi non era a favore, fu legittimamente inserita nel piano urbanistico. Nessuno dei contrari chiese un
    referendum peraltro con oneri per le casse comunali.

    Qui siamo all’interno della stessa procedura ed esistono norme per salvaguardare il processo sia tecnico che democratico. C’è in corso una
    variante al piano urbanistico che legittimamente intende ridisegnare la città
    secondo concetti di sviluppo sostenibile ampiamente dichiarati e discussi in
    molte sedi consultive, eliminando o riducendo quelle opere che non sono utili o possono
    compromettere l’ambiente e il paesaggio, che non risolvono i problemi della
    mobilità e che consumano altro suolo pregiato.

    Chi non è d’accordo con questa visione o vuole anche solo tutelare i propri diritti può presentare le legittime osservazioni previste dalle
    norme vigenti. In consiglio comunale ci sono sicuramente forze politiche che
    sono contrarie allo stralcio dell’opera e si daranno da fare per affermare le loro convinzioni. Poi, alla fine del lungo percorso, si dovranno accettare democraticamente le decisioni che l’amministrazione comunale approverà. Questa è la democrazia partecipativa.

    • Illuminatus

      Lo scopo del referendum è di scoprire cosa vuole la maggioranza dei cremonesi riguardo alla situazione ormai insostenibile di Via Giordano. Punto.