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Fiera, il Cda traballa
di nuovo: nomina di Viola
forse illegittima

Potrebbe esserci un’ulteriore azzoppatura nel Cda della Fiera di Cremona, che rischia di perdere un altro pezzo, dopo le dimissioni di Massimo Rivoltini (che era stato nominato in rappresentanza della Camera di Commercio).

Ad essere in bilico potrebbe essere la posizione di Davide Viola, presidente della Provincia ma eletto anche in rappresentanza del Comune di Cremona: secondo la legge infatti, negli enti di secondo livello non possono essere nominati parenti fino al terzo grado dei membri degli enti che devono essere rappresentati, e dunque Viola risulta incompatibile per la sua parentela con l’assessore alla Trasparenza e Vivibilità Sociale, Rosita Viola (che è la sorella).

In particolare, questa circostanza è indicata, oltre che nella legge Severino (decreto legislativo 8 aprile 2013 n. 39), ma anche negli ‘indirizzi generali per le nomine e le designazioni di competenza del Sindaco dei rappresentanti del Comune presso aziende, istituzioni, fondazioni ed enti (comprese le società)’. Nel documento si precisa infatti che ‘E’ incompatibile con la posizione di rappresentante del Comune in Aziende, Istituzioni, Fondazioni, Enti (comprese le Società) la condizione di coniuge, parente o affine sino al terzo grado civile con il Sindaco, gli Assessori e i Consiglieri Comunali’.

Si tratta dell’ennesimo colpo a un già traballante cda, osteggiato dalle categorie economiche che sono state tagliate fuori e con Antonio Davò (rappresentante del sistema bancario) che ancora non ha accettato l’incarico.

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