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Lanca Livrini quasi del tutto scomparsa: sommersa da arbusti, sabbia e detriti

Il punto dove l'acqua del fiume entra nella lanca LIvrini

La lanca Livrini praticamente non esiste più. Quello che poteva essere il porticciolo d’attracco ideale per le imbarcazioni fluviali proprio a ridosso del parco del Po e delle rinnovate Colonie Padane è reso impraticabile dalla vegetazione cresciuta sulle sponde e dall’accumularsi di rifiuti e sabbia, con una manutenzione ormai inesistente. Il viaggio attraverso cui ci accompagna Paolo, un pensionato con l’hobby della pesca, lungo i 400 metri del pennello che delimita la lanca, è un percorso avventura tra quel che resta del vecchio asfalto ridotto a chiazze e terriccio, pozzanghere, cumuli di rifiuti, residui di fuochi e rami che hanno invaso quello che una volta era un sentiero ciclopedonale, formando veri e propri tunnel per addentrasi nei quali occorre accovacciarsi sulle ginocchia . “Ecco, qui c’era l’attracco della Serenella, erano due zattere agganciate con sopra un bar”, ricorda. “Negli anni Sessanta era un posto piuttosto in viga”. Oggi, dal punto in cui dall’asfalto sbuca l’anello in ferro a cui si legava la fune, non si riesce nemmeno a vedere il fiume: tutta la scarpata è una selva di arbusti resi rigogliosi dall’ultimo temporale. E’ lungo questo tratto che fino a qualche anno fa coltivavano il loro hobby i pescatori come Paolo, ma adesso “come è possibile arrivare fin qui con le canne?”. Alla fine del pennello, il punto in cui l’acqua del fiume entra nella lanca è quasi completamente ostruito da un isolotto su cui sono cresciuti arbusti e piante di gelso. Impossibile raggiungere lo spiaggione poco più a valle, dove ci si poteva arrivare a piedi.

Proprio in questo tratto di litorale, la Regione ha investito anni fa parecchi soldi nel progetto Foreste di Pianura, piantumando centinaia di pioppi ed essenze che negli anni sono cresciute fino a diventare veri e propri boschi. Ma la lanca, potenzialmente utilizzabile come porto d’attracco, resta completamente esclusa da ogni possibile utilizzo. g.biagi

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