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Lanca Livrini quasi del tutto
scomparsa: sommersa
da arbusti, sabbia e detriti

Il punto dove l'acqua del fiume entra nella lanca LIvrini

La lanca Livrini praticamente non esiste più. Quello che poteva essere il porticciolo d’attracco ideale per le imbarcazioni fluviali proprio a ridosso del parco del Po e delle rinnovate Colonie Padane è reso impraticabile dalla vegetazione cresciuta sulle sponde e dall’accumularsi di rifiuti e sabbia, con una manutenzione ormai inesistente. Il viaggio attraverso cui ci accompagna Paolo, un pensionato con l’hobby della pesca, lungo i 400 metri del pennello che delimita la lanca, è un percorso avventura tra quel che resta del vecchio asfalto ridotto a chiazze e terriccio, pozzanghere, cumuli di rifiuti, residui di fuochi e rami che hanno invaso quello che una volta era un sentiero ciclopedonale, formando veri e propri tunnel per addentrasi nei quali occorre accovacciarsi sulle ginocchia . “Ecco, qui c’era l’attracco della Serenella, erano due zattere agganciate con sopra un bar”, ricorda. “Negli anni Sessanta era un posto piuttosto in viga”. Oggi, dal punto in cui dall’asfalto sbuca l’anello in ferro a cui si legava la fune, non si riesce nemmeno a vedere il fiume: tutta la scarpata è una selva di arbusti resi rigogliosi dall’ultimo temporale. E’ lungo questo tratto che fino a qualche anno fa coltivavano il loro hobby i pescatori come Paolo, ma adesso “come è possibile arrivare fin qui con le canne?”. Alla fine del pennello, il punto in cui l’acqua del fiume entra nella lanca è quasi completamente ostruito da un isolotto su cui sono cresciuti arbusti e piante di gelso. Impossibile raggiungere lo spiaggione poco più a valle, dove ci si poteva arrivare a piedi.

Proprio in questo tratto di litorale, la Regione ha investito anni fa parecchi soldi nel progetto Foreste di Pianura, piantumando centinaia di pioppi ed essenze che negli anni sono cresciute fino a diventare veri e propri boschi. Ma la lanca, potenzialmente utilizzabile come porto d’attracco, resta completamente esclusa da ogni possibile utilizzo. g.biagi

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Commenti
  • Mirko

    Comune assente e la natura si riprende tutto

    • Italiana

      È L’AIPO che è assente

      • Telafó Giovanni

        Esatto, è aipo che deve occuparsi della manutenzione…ma qua dentro la “commentite ad cazzum” la fa sempre da padrone!

        • Mario Rossi ₷ᶌ

          Anche tu lo stai facendo, manda una mail invece
          Agenzia Interregionale per il fiume Po – Strada Giuseppe Garibaldi 75 – 43121 Parma
          Tel. 0521/7971. Posta certificata: protocollo@cert.agenziapo.it

      • Mario Rossi ₷ᶌ

        Bene, manda una mail allora:
        Agenzia Interregionale per il fiume Po – Strada Giuseppe Garibaldi 75 – 43121 Parma
        Tel. 0521/7971. Posta certificata: protocollo@cert.agenziapo.it

  • ciclo-pe

    “Porticciolo” nella lanca Livrini? Tenere pulita l’area dalle piante infestanti dovrebbe essere un intervento di manutenzione di competenza Aipo. Allestire un porticciolo è operazione di tutt’altra portata che implica la necessità di uno scavo
    molto profondo e molto costoso, canale poi da tenere sempre aperto con dragaggi annuali. Dentro la lanca andrebbero realizzati gli imbarcaderi e la sponda dovrebbe essere consolidata con massi, scivoli e scale in cemento (visto che la quota dell’acqua varia), servirebbe un servizio di alaggio. A parte la questione ambientale, operazione a spese di chi? Porticciolo gestito da chi? Per quali imbarcazioni? Ci sono già numerosi attracchi esistenti nelle vicinanze. Chi naviga il Po a motore ha bisogno di servizi come caburante, alaggio, ristorazione, ecc. La MAC credo basti ad assicurare questi servizi. L’imbarcadero pubblico realizzato dal Comune appena a valle della MAC di fatto non è mai stato utilizzato ed era vicinissimo alle Colonie Padane. Una piena l’ha portato via e nessuno se ne è accorto (a parte i denari pubblici gettati alle ortiche). Quello di Regione Lombardia più a monte è di difficile uso e andrebbe ripensato spostando la quota di accesso più in basso per ridurre la pendenza delle rampe. In questa situazione prima di proporre progetti immaginifici meglio sfruttare le strutture esistenti e migliorarle.