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Comune-Dlf ricordano primo
bombardamento di Cremona
con una commemorazione

Martedì 10 luglio, 74° anniversario del primo bombardamento sulla città di Cremona durante la seconda guerra mondiale, il Comune e il Dopolavoro Ferroviario di Cremona, per commemorare le vittime di quella tragica giornata, organizzano una cerimonia che inizierà alle ore 9 ai giardini intitolati a Giovanni Palatucci, Giusto tra le Nazioni, nel piazzale antistante la stazione ferroviaria. Il Corpo bandistico “Leopoldo Vecchi” di Isola Dovarese, invitato dal Dopolavoro Ferroviario per accompagnare l’intera manifestazione, aprirà la cerimonia intonando l’Inno nazionale, seguirà l’intervento del Sindaco Gianluca Galimberti.

Successivamente, nell’atrio d’ingresso della stazione, verrà deposto un mazzo di fiori sulla lapide che riporta i nomi dei ferrovieri caduti nella seconda guerra mondiale. Dopo questo momento, tutti i presenti, in corteo, si recheranno in piazza Risorgimento dove sarà collocata una corona d’alloro sotto la lapide che reca la seguente epigrafe: “Come questa pietra immutabile il ricordo ed il compianto per i cremonesi vittime innocenti di bombardamento aereo vivranno eterni ammonendo pace tra i popoli”.

A seguire, il corteo, percorrendo via Fabio Filzi e poi via S. Francesco d’Assisi, raggiungerà il Monumento eretto in memoria dei ferrovieri caduti durante il bombardamento del 1944. Qui verrà letta una poesia, sarà eseguito l’Inno europeo, e sarà impartita la benedizione da don Carlo Rodolfi, parroco della chiesa di S. Ambrogio dove, alle 10.30, si terrà la messa in ricordo di tutti coloro che perirono sotto le bombe. Una cerimonia che vuole ribadire i valori della pace e del rifiuto di ogni violenza e guerra, per onorare il ricordo di tutti i caduti civili e militari delle guerre di ieri, ma che oggi soprattutto intende inviare un messaggio di pace da condividere nei cuori e nelle menti in ogni parte del mondo.

Il 10 luglio 1944, poco prime delle 11, le sirene suonarono l’allarme e su Cremona furono sganciate in contemporanea, in sei ondate successive, oltre cinquanta ordigni di medio e grosso calibro. L’obiettivo era la stazione e lo scalo ferroviario, ma furono pesantemente colpite molte zone vicine: porta Milano e via Palestro, il cimitero, il mulino Rapuzzi, al bivio della strada per Piadena-Olmeneta, i campi di mais oltre la Cremonella, via Sauro, la Cavalli e Poli, via San Francesco. Fu senz’altro il più duro tra i numerosi bombardamenti che colpirono il nostro territorio nell’anno che precedette la fine della seconda guerra mondiale. Pesantissimo il bilancio: 119 furono i morti, tra i quali oltre 20 ferrovieri, un centinaio i feriti. Nel bombardamento perirono anche 13 militari tedeschi.

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