Commenta

Embrioni in provetta per
salvare i rinoceronti bianchi
condannati all'estinzione

I rinoceronti bianchi del nord sono ormai estinti. L’ultimo maschio, Sudan, è morto a marzo. Le due femmine rimaste vivono in una riserva del Kenya, ma sono incapaci di avere cuccioli. A Cremona lo scienziato Cesare Galli, come si legge sulle pagine de ‘La Repubblica’, ha ottenuto alcuni embrioni con la fecondazione artificiale. Ma ci sono ancora ostacoli da superare prima di far nascere i cuccioli. I risultati sono pubblicati su Nature Communications. Nei refrigeratori pieni di azoto liquido dell’Avantea di Cremona, azienda specializzata in tecnologie riproduttive per grandi animali, Cesare Galli e sua moglie Giovanna Lazzari, entrambi scienziati veterinari, hanno calato le provette che potrebbero cambiare l’ultimo capitolo della storia. A quasi 200 gradi sottozero sono conservati alcuni embrioni degli animali più a rischio del mondo.
Sul futuro degli embrioni, però, non ci sono ancora risposte chiare. La prima opzione prevede la collaborazione della sottospecie sorella del rinoceronte bianco del nord: il rinoceronte bianco del sud. I due animali sono molto simili, a eccezione dell’area di diffusione. Parte degli embrioni dell’Avantea sono ibridi: ottenuti da ovuli del sud fecondati con spermatozoi del nord. E proprio le cugine meridionali – 20mila esemplari, la maggior parte in Sudafrica – potrebbero essere arruolate come madri surrogate per portare avanti le eventuali gravidanze. La seconda opzione (ma i tempi di ricerca e sperimentazione si aggirano sui dieci anni) passa invece per l’uso delle staminali. Le cellule della pelle (nei freezer di vari zoo del mondo esistono campioni provenienti da 13 esemplari diversi), pur essendo adulte e mature, possono essere riportate al grado di staminali con una tecnica recente – premiata con il Nobel per la medicina nel 2012 – che si chiama “Ips”. Le staminali hanno la proprietà di poter essere trasformate in qualunque tessuto dell’organismo, gameti inclusi. Solo nel topo, fino a oggi, queste cellule sono state indotte a svilupparsi in ovuli e spermatozoi. Ma tentare l’esperimento anche sui rinoceronti non appare impossibile e un gruzzolo di queste preziose staminali sono state prodotte e conservate nei congelatori dell’Avantea.

© Riproduzione riservata
Correlati
Commenti