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I vigili posizionano l'autovelox
e l'82enne li riempie di minacce
e improperi. Finisce a processo

Oltraggio a pubblico ufficiale e minacce. Queste le accuse di cui deve rispondere davanti al giudice Francesco Beraglia, un cremonese di 82 anni che il 22 agosto del 2013 in via San Rocco se l’era presa con due vigili urbani intenti ad installare un dispositivo autovelox. Tempo prima, l’imputato, assistito dagli avvocati Andrea Guizzardi ed Emanuele Copercini, aveva preso una multa e si era avvicinato ai due agenti per chiedere informazioni sulla sanzione e sul collega che lo aveva multato. Ad un certo punto della conversazione i toni si erano fatti accesi, e i due agenti gli avevano chiesto i documenti. “Non vi dò un c…, non dovete rompere i c…, io ho lavorato per 70 anni, voi non fate un c… e siete capaci soltanto ad aspettare il 27 del mese per rubare i soldi, non vi dico neanche come mi chiamo, siete deficienti”.

L’avvocato Guizzardi

Non contento, l’anziano aveva anche pronunciato frasi minacciose nei confronti di uno dei vigili: “So dove venire a trovarti, vi taglio la gola”. A processo, l’agente minacciato si è costituito parte civile attraverso l’avvocato Fabio Galli. L’anziano nega di aver pronunciato quelle offese. La sua difesa sostiene che l’uomo, nell’allontanarsi per andare a prendere la sua auto, sia stato strattonato da uno dei vigili e che sia caduto a terra, procurandosi ferite guaribili in cinque giorni. Nella prossima udienza, fissata al 28 novembre, sarà sentito il collega dell’agente che lo ha querelato e che si è costituito parte civile e un testimone che aveva assistito alla scena.

Sara Pizzorni

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