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Milleproroghe mette a rischio
fondi per S. Felice. Galimberti:
'La città non merita questo'

L’approvazione in Senato del Decreto Milleproroghe porta alla rimozione dei fondi per il bando periferie, che a Cremona interessa la riqualificazione del quartiere San Felice, con lavori già previsti per 7 milioni. Lavori il cui avvio ora è messo in discussione. Una situazione che il sindaco Gianluca Galimberti commenta con rammarico: “Abbiamo costruito un grande progetto su una nostra periferia, S. Felice, con i soldi del bando periferie” racconta. “Nella legislatura precedente abbiamo firmato un atto con il Governo del Paese, abbiamo impegnato a fondo la struttura del Comune, abbiamo messo risorse dirette e di personale per rispettare i tempi, credendo che in uno Stato serio ci debba essere continuità nell’azione amministrativa, quando si sono presi impegni formali e spesi soldi pubblici. Siamo pronti con i progetti e a indire le gare per l’inizio lavori”.

Ma ora le cose sembrano andare a rotoli: “Il Governo del cambiamento, il governo Lega e 5stelle, sta provando a cambiare le regole di uno stato civile e, in barba a tutti gli atti fatti, in dispregio a tutti gli sforzi realizzati, senza rispetto nei confronti di tutti i cittadini che abitano nelle periferie delle nostre città e che si aspettano questi interventi toglie soldi alle periferie, toglie soldi alla parte più debole del paese” attacca Galimberti. “Dicono per metterli da altri parti a favore dei Comuni, ma non è vero. E intanto è colpito lo sviluppo del paese, a partire dalle zone più fragili delle nostre città e a partire dalle imprese che dai progetti potevano trarre lavoro. Come dice il presidente di Anci Lombardia e sindaco di Lecco, Virginio Brivio: ‘non è possibile pensare allo sviluppo del Paese se non si può contare sulla certezza delle regole’. Infatti qui c’è chi ha lavorato e lavora per lo sviluppo del paese a partire dalle periferie e chi gioca con la propaganda, cambiando le regole in corsa, per ottenere consenso sulla pelle di tantissimi cittadini e dei più deboli. Altro che dignità! Chiediamo insieme a tutti gli altri sindaci d’Italia, di tutti gli schieramenti, un radicale cambiamento del testo Milleproroghe approvato al Senato, per il bene del paese e del suo futuro. Noi come Comune continueremo a lavorare per rispettare i tempi dei progetti e per iniziare i lavori. San Felice e la città non si meritano questo improvviso passo indietro, questa presa in giro!”.

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