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Da Crema al Sudafrica in
difesa dei rinoceronti: la
storia di Stefano Borghi

(foto corriere.it)

Da Crema al Sudafrica in difesa dei rinoceronti. E’ la nuova vita di Stefano Borghi, 38 anni. L’ex paracadutista della Folgore, ferito in Afghanistan e decorato, oggi addestra i ranger a combattere i bracconieri.

La storia del giovane cremasco è raccontata oggi dal quotidiano nazionale “Il Corriere della Sera”, al quale Stefano ha confessato di essersi emozionato nel vedere una famiglia di rinoceronti bianchi che lo guardavano “quasi sorridendo” per ringraziarlo.

L’ex parà è rimasto ferito nel 2009, in un’imboscata a Shewan in Afghanistan organizzata dai talebani. 45 minuti che Stefano ricorda come “interminabili”. E’ stato ferito al braccio sinistro e al petto, ferite che gli sono costate sette interventi chirurgici, fortunatamente andati a buon fine e nel 2012 è tornato nella Folgore.

Ha preso congedo nel 2017, per stare accanto alla moglie Ramona e ai figli Gioele e Virginia (di 5 e 3 anni). Poco dopo si è imbattuto nella Poaching Prevention Academy, un ente no profit che si occupa di formare personale che contrasti il bracconaggio nelle riserve e nei parchi di tutto il mondo.

Stefano diventa istruttore di ranger, insegnando loro a a difendere gli animali, in particolare i rinoceronti, martoriati dai cacciatori per il loro corno si vende al mercato nero per un milione di dollari. Un business del massacro a discapito di esseri innocenti.

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