Commenta

Periferie, l'appello dei sindaci
lombardi ai parlamentari:
'Ripristinate i fondi'

Il quartiere di San Felice

Una lettera, sottoscritta dai sindaci lombardi, compreso Gianluca Galimberti, inviata ai parlamentari della Lombardia per il ripristino dei finanziamenti del bando periferie che per Cremona consistono in 7 milioni a favore del quartiere San Felice e di strutture che che servono la città.

“Tutti i comuni lombardi coinvolti nel bando periferie di tutti colori politici, si stanno esprimendo allo stesso modo: non togliete i soldi alle periferie di questo paese, non togliete i soldi per progetti che servono per scuole e palestre, non togliete soldi per progetti contro il dissesto idrogeologico, non togliete i soldi che servono per i nostri cittadini” fa appello il sindaco Galimberti rivolgendosi ai parlamentari del territorio. “I cittadini della nostra comunità li aspettano. Noi siamo prontissimi. Cambiate la legge alla Camera”.

Ai parlamentari lombarde si chiede che “in occasione dei prossimi passaggi parlamentari, sia modificata la parte del Decreto Mille proroghe che riguarda i fondi del “Bando periferie”, per poter così dare certezza operativa alle Amministrazioni comunali e sia preservata la possibilità di dare un futuro migliore alle nostre comunità e ai nostri cittadini”.

Avanzando la loro richiesta i primi cittadini hanno sottolineato come il Bando periferie “ha dotato quasi tutti i Capoluoghi di Provincia di fondi utili per innescare innovazioni urbanistiche e sociali che influenzano in positivo la qualità della vita delle comunità e possono dare maggior senso di sicurezza, inclusione, partecipazione e responsabilità”.

Nelle città firmatarie dell’appello “questi investimenti ammontano a oltre 103 milioni di euro, di cui circa 40 sono finanziamenti ottenuti grazie a operatori privati o attraverso circuiti virtuosi attivati localmente. I cittadini direttamente coinvolti da queste opere sono ben 1.700.000”, anche se tali opere portano beneficio anche a visitatori e turisti e al territorio circostante.

Da qui l’invio della richiesta ai Senatori e ai Deputati eletti in Lombardia, un appello che “non è frutto di rivendicazioni politiche o solitarie, ma un atto di buon senso, anche al fine di evitare il blocco retroattivo di azioni già avviate in precedenza”.

© Riproduzione riservata
Correlati
Commenti