Un commento

Commemorato
il 75° anniversario
dell'8 settembre

Si è tenuta sabato mattina, nel Cortile Federico II di Palazzo Comunale, la cerimonia per commemorare l’8 settembre 1943, data dell’Armistizio e inizio della Resistenza. Promossa dal Comune di Cremona, dall’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (Comitato Provinciale), dall’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani (Sezione di Cremona) e dall’Associazione Nazionale Divisione Acqui (Sezione di Cremona), vi hanno partecipato le massime autorità civili e militari.

In apertura della cerimonia è stato letto un brano sull’8 settembre a Cremona scritto da Mario Coppetti (era presente la figlia), recentemente scomparso, che non è mai mancato alla commemorazione. A nome delle Associazioni partigiane è intervenuto Vincenzo Montuori, che ha fatto una riflessione sul significato di questa data evidenziando come questo avvenimento sia stato l’elemento catalizzante del riscatto italiano.

Ha preso poi la parola il sindaco Gianluca Galimberti che, facendo notare come fossero pochi i cittadini presenti, ha ricordato come nel 1943 non c’era uno Stato e come il liderismo non generi uno Stato. “Oggi non celebriamo una fuga, non celebriamo un popolo (non tutto) che per vent’anni è stato silente e acclamante, oggi celebriamo chi fu servitore dello Stato” ha detto il sindaco. “Oggi celebriamo quella parte del popolo che aveva il senso della comunità, quegli italiani che non fuggirono dalle loro coscienze, che non si tirarono indietro, gente semplice ma con un alto senso etico e democratico. Ricordiamoci che la democrazia si fonda sulle coscienze dei singoli e pertanto è debole. Per non ricadere negli errori del passato – ha concluso il Sindaco – abbiamo bisogno di servitori dello Stato”.

La cerimonia si è conclusa con la deposizione di una una corona d’alloro alla lapide che, sotto i portici del Comune, ricorda i Caduti della Resistenza e i Martiri di Cefalonia. E’ seguita l’esecuzione del “Silenzio”. Infine, al Civico Cimitero, si è tenuto un momento di riflessione e preghiera davanti al Monumento ai Caduti.

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Commenti
  • Andrea Ferrari

    Belle parole che dette senza PATRIA inciampano e cadono nella retorica