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La psichiatria del futuro:
successo per
il convegno in Sala Quadri

Si è svolto venerdì mattina, nella Sala dei Quadri del Comune di Cremona, il convegno La psichiatria del futuro. Prospettive di cura e nuovi studi a quarant’anni dalla Legge Basaglia. Ad aprire i lavori il sindaco di Cremona Gianluca Galimberti, che ha evidenziato “Il Marco Cavallo di Basaglia ha ancora un senso oggi solo se riusciamo ad essere una città che costruisce percorsi di cura. Grazie ad Asst di Cremona che si muove in questa direzione; grazie per le numerose e peculiari iniziative e per l’attività che svolge in tema di salute mentale a sostegno delle persone più fragili e vulnerabili”.

Significativo l’intervento di monsignor Napolioni, vescovo di Cremona, che ha sottolineato come la professione di psichiatri, psicologi, educatori, assistenti sanitari, assistenti sociali nell’ambito della salute mentale sia “professione necessaria” e come la parola d’ordine da impiegare nel nostro tempo debba essere “integrazione”.

“Stare dentro le cose” è stato l’invito di Camillo Rossi (Direttore Generale Asst di Cremona). “Questo è ciò che abbiamo fatto e stiamo facendo, stare dentro le cose. Molte delle iniziative che abbiamo messo in campo ne sono la diretta testimonianza. Penso al Bookcrossing, ad Arteassieme, alle Happy News, ad Abitare. La modalità impiegata nello svolgimento di questi progetti, la loro attitudine relazionale alla pari, non possono più essere considerate un approccio terapeutico, bensì un metodo di lavoro che va perseguito in prospettiva verso il futuro”.

Integrazione ospedale e territorio significa far dialogare mondi diversi affichè diventino un unico mondo” ha precisato Paola Mosa (Direttore Socio Sanitario Asst di Cremona). “Oltre ai muri abbattuti e da abbattere, mi piace pesare a nuove porte che si aprono verso percorsi in rete; a un dialogo costruttivo fra i servizi più diversi – psichiatrici, psicosociali, consultoriali. Un dialogo che tenga conto delle persone fragili di ogni età e ogni declinazione. Mi piace pensare anche ad una co-costruzione positiva e creativa con il Terzo Settore e con tutti i partner istituzionali  rappresentativi di una città e di un territorio”.

“La psichiatria del futuro non può che passare dalle persone e da un contesto nel quale la soggettività di ciascuno si forma e si esprime” ha affermato Antonino Minervino (direttore Dipartimento Salute Mentale e Dipendenze Asst di Cremona). “Questo deve essere riferito non solo agli utenti, ma anche agli operatori che erogano le cure. Le prospettive di cura per il futuro trovano le basi nelle conoscenze che ci arrivano dalle neuroscienze e dalla enorme esperienza accumulata dai servizi per la salute mentale in tutti questi anni di post riforma”.

Il seminario, attraverso l’intervento di qualificati relatori, ha fatto il punto della situazione rispetto ai cardini dell’assistenza psichiatrica: l’inclusione sociale e la lotta allo stigma. Sono intervenuti: Don Bruno Bignami (Ufficio problemi sociali Cei), Giovanni Biggio (Professore Emerito Università di Cagliari), Sergio de Filippis (Professore Università di Roma), Luigi Grassi (Professore Ordinario di Psichiatria Università di Ferrara), Carlo Simionato (Segretario SIMP – Società Italiana Medicina Psicosomatica).

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