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Polmoniti, continuano i casi:
ora si cerca la presenza
di un secondo batterio

Forse la colpa non è solo della legionella: questa la teoria che stanno valutando le istituzioni sanitarie di Brescia, Mantova e Cremona relativamente all’epidemia di polmonite, che in 18 giorni ha fatto ammalare circa 500 persone.In particolare è l’Ats di Brescia a prendere in considerazione una nuova ipotesi, ossia che possa esserci un secondo batterio oltre alla legionella. Questo alla luce del fatto che il famigerato batterio è stato riscontrato solo in 45 casi su 500 mentre resta un mistero la causa degli altri 450 casi.

Intanto entro la giornata di lunedì dovrebbero essere disponibili i risultati degli ultimi approfondimenti condotti sulle torri di raffreddamento di due aziende in cui era stata attestata la presenza di legionella, soprattutto considerando che per la Cartiera di Montichiari la seconda analisi ha dato esito negativo.

Intanto l’epidemia sembra aver mietuto un’altra vittima: è infatti sospetto il decesso di un neonato di Bergamo, spirato subito dopo la nascita per una crisi respiratoria. Per il piccolo è stata eseguita l’autopsia, i cui dati saranno disponibili nei prossimi giorni, sebbene l’Asst del Garda escluda che quanto accaduto possa essere legato da polmonite o legionella.

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