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Rapimento di padre Gigi:
la comunità prega. Condanna
dai musulmani del Niger

Anche la comunità musulmana nigerina ha rivolto un appello affinché Padre Gigi Maccalli, il religioso cremasco rapito una settimana fa a Bomoanga a 125 chilometri dalla capitale Niamey, venga liberato al più presto.

Il Comitato Nazionale del Dialo Inter- e Intra-religioso (CDIR) del Niger “condanna con tutta energia il rapimento ingiusto e criminale del sacerdote italiano di Bomoanga. Questo rapimento barbaro non risponde ad alcuna esigenza della religione musulmana.Non ha altro scopo che quello di offuscare e rovinare il clima di pace e di coesistenza pacifica che ha sempre prevalso tra le religioni nel seno della nostra società nigerina. Liberate padre Maccalli!”, si legge nel testo dell’appello.
Ma dai rapitori ancora nessuna notizia e la Farnesina ha fatto capire alla famiglia, con la quale è costantemente in contatto, che i tempi saranno lunghi. Una questione che si protrarrà ben più che per qualche giorno. A meno di un miracolo.

Ed è proprio questo che tanti amici affezionati al missionario di Madignano, chiedono per lui da una settimana a questa parte, con veglie e preghiere. Ieri a Genova, nella chiesa dell’Istituto Don Bosco di Quarto, molte persone si sono ritrovate per un momento di raccoglimento, al quale ha partecipato anche il Cardinale Arcivescovo Angelo Bagnasco con vari sacerdoti diocesani, tutti i missionari della SMA presenti a Genova, religiose di alcuni istituti.

Intanto nella sua parrocchia natale, ogni sera alle 21 si tiene la preghiera, guidata dal gruppo missionario. La famiglia ringrazia tutto coloro che sono vicini con il cuore e il pensiero in questo momento difficile.

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