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Inaugurata la mostra
su Anselmo Bucci: "Inno
alla bellezza di Cremona"

E’ stata inaugurata ieri, venerdì 28 settembre, a Palazzo della Carità la mostra dedicata all’artista Anselmo Bucci (1887-1955), frutto del lavoro di riordino degli scritti e degli schizzi su carta, cartoncino e pergamena, realizzati durante i suoi soggiorni a Cremona negli anni in cui fu membro di giuria del Premio Cremona. La mostra consiste nelle riproduzioni a stampa dei fogli originali che compongono il volume acquistato dalla Fondazione per iniziativa dell’ex presidente Umberto Lonardi. All’inaugurazione sono intervenuti Uliana Garoli, attuale presidente della Fondazione, Gianluca Galimberti, sindaco di Cremona, e in qualità di esperti, Rodolfo Bona e Tiziana Cordani, conservatrice della Fondazione, cui si deve l’analisi critica dei fogli e l’allestimento.

La presidente Garoli ha introdotto i lavori ricordando che la mostra inaugura di fatto la Festa della Fondazione e si pone come “momento di incontro con la cittadinanza per far conoscere le iniziative in campo sociale in cui la Fondazione è impegnata”. Visitare la mostra (che rimarrà aperta fino al 19 gennaio 2019) sarà anche l’occasione per visionare gli oggetti dell’eredità Somenzi non battuti all’asta e rimasti disponibili per la vendita: argenteria, cristalli, porcellane, oltre alla collezione dei ciondoli Dodo.

Gli oggetti, posti in vendita di beneficienza con quotazioni a valore di inventario, potranno essere visionati e opzionati compilando un apposito modulo, negli orari di apertura degli uffici, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12,30 e dalle 15 alle 16,30 fino al 20 ottobre. Dal 22 al 26 ottobre potranno essere ritirati, mentre le eventuali rimanenze saranno messe a disposizione dalla settimana successiva.

“Un inno alla bellezza di Cremona”, così si può riassumere il significato del libro di Bucci, incisore, pittore, scrittore, giornalista, appassionato di viaggi rimasti immortalati nei disegni sui suoi diari, di cui il libro cremonese è un esempio, come lo sono le 112 tavolette realizzate mentre era al seguito del Giro d’Italia. Mettere ordine tra questi fogli, che ritraggono scorci di Cremona, scene di strada, architetture e naturalmente i quadri che Bucci esaminava al concorso, è stata per Cordani “un’avventura intellettuale e culturale che mi ha concesso di vedere Cremona con gli occhi dell’artista”. Un artista che si fa “vivido testimone del presente attraverso le diverse forme di arte e la scrittura, con la grande capacità di restituire a ciò che ritrae la vitalità dell’esistente”.

Come ha rilevato Bona nel suo intervento, l’artista Bucci si inserisce bene nel percorso culturale del Novecento cremonese, esplorato nella mostra in corso in Pinacoteca, ‘Il Regime dell’arte’: “Questo taccuino è un piccolo gioiello, una gemma che va custodita con cura. E’ importante per lo studio del contesto in cui si svolse il Premio, uno sguardo d’artista su ciò che lo circondava” e anche un esempio di come il vero artista sappia sempre deviare dalle costrizioni di un regime. Dei tanti scorci cremonesi riprodotti da Bucci – fa notare Bona – nemmeno uno ritrae i grandi cantieri dell’epoca, quelli che aveva sotto gli occhi passeggiando per il centro, dove proprio in quegli anni vedevano la luce galleria XXII marzo, il palazzo dell’attuale Camera di Commercio, il palazzo Ras di piazza Stradivari.

“Al di là della mostra – ha dichiarato il sindaco Galimberti – è importante la ricerca che vi sta dietro, l’esplorazione ulteriore di quello che siamo stati. Questa mostra ci vuole dire che tutti noi, pur abituati a vedere ogni giorno la nostra città, dobbiamo acquisire uno sguardo pittorico, riscoprire con occhi diversi il bello delle architetture e dell’opere d’arte che ci circondano. Il che significa in ultima analisi, riscoprire il bello delle persone”.

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