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Agro 05 e i disturbi del
neurosviluppo. Progetto per
bimbi da 0 a 5 anni di età

ASST di Cremona e Agropolis insieme per favorire diagnosi precoci all’interno di uno spazio amico. A fare la differenza è la modalità operativa che prevede il gioco, l’osservazione del comportamento dei bimbi e la partecipazione dei genitori.
La prima settimana di osservazione si è appena conclusa (dal 24 al 28 settembre). Positivo l’esito e le percezioni di operatori e famigliari.

Agro 05 è il nome di un progetto innovativo a cura dell’Unità Operativa di Neuropsichiatria Infantile Cremona, svolto in collaborazione con la Cooperativa Agropolis Onlus che lo ha sostenuto e lo sostiene mettendo a disposizione una ludoteca all’interno della Cascina Marasco ed il personale educativo specializzato per la prima infanzia.

Il progetto ha preso ufficialmente avvio il 24 settembre scorso ed è dedicato ai bimbi da 0 a 5 anni di età con possibili disturbi del neurosviluppo. La sua peculiarità risiede nell’approccio inconsueto che coinvolge i bambini e i loro genitori in un luogo “amico”, profondamente differente da un reparto o un ambulatorio ospedaliero o territoriale.

Agro 05 può essere definito uno spazio gioco riservato alla prima infanzia che permette ai professionisti di osservare il bambino nei suoi comportamenti in condizioni naturali, con il coinvolgimento dei genitori e dei soggetti che sono parte della famiglia allargata, come ad esempio babysitter e insegnanti.

“L’apertura della ludoteca AGRO 05 – ha spiegato Lodovico Ghelfi (Presidente di Agropolis) – rappresenta una nuova frontiera per Agropolis: ritengo che l’approccio alle problematiche delle età precoci in tema di neuro sviluppo sia per noi fondamentale. Significativo il lavoro fatto insieme ad ASST di Cremona: la sintonia fra operatori sanitari e operatori delle agenzie educative è uno dei punti di forza del progetto che pone al centro la diagnosi e gli interventi tempestivi in bimbi molto piccoli. Il nostro personale educativo, specializzato per la prima infanzia, ha il compito di strutturare e allestire il contesto di gioco in cui l’equipe multidisciplinare effettua le osservazioni diagnostiche e gli interventi”.

“Il progetto – ha spiegato Camillo Rossi (Direttore Generale ASST di Cremona) – nasce in prima istanza dalla volontà di intervenire con efficacia, tempestività e delicatezza rispetto a problematiche relative alla prima infanzia, nel rispetto di tutto ciò che rappresenta il meraviglioso essere bambino. Anche per questo viene riservata massima attenzione a tutti gli effetti pratici e psicologici che la formulazione di una eventuale diagnosi può generare all’interno della famiglia”.

“Con questa attività, l’ASST di Cremona – ha continuato Rossi – si propone di strutturare percorsi flessibili di valutazione e intervento, con l’attivazione di equipe multidisciplinari costruite sul bisogno del soggetto interessato e della sua famiglia. La realizzazione di Agro 05 è motivo di orgoglio per ASST di Cremona, per i servizi e gli operatori che lo hanno reso possibile. Per certi aspetti – a quasi tre anni dalla legge 23 – rappresenta un punto di arrivo: la concreta integrazione di ospedale, territori, terzo settore”.

“Attori fondamentali per l’ideazione e l’attivazione di questo progetto – ha precisato Paola Mosa – Direttore Socio Sanitario ASST di Cremona – sono l’Unità Operativa di Neuropsichiatria Infantile, il Consultorio di Cremona, il Comune di Cremona, le Scuole dell’Infanzia e nidi, nonché i pediatri di libera scelta. Agro 05, non solo valorizza le risorse presenti sul territorio, ma ne favorisce la collaborazione al fine di rendere più efficace l’offerta dei servizi per la prima infanzia. Gli aspetti innovativi di questo progetto sono senza dubbio la centralità della famiglia, delle sue eventuali fragilità e un approccio alla “diagnosi” anzitutto umano, che tiene conto delle persone coinvolte, dei loro bisogni fisici e psicologici”.

“Agro 05 – ha spiegato Lucia Bianchini (Neuropsichiatra dell’ASST di Cremona e referente del progetto) – prevede per bambini in fascia di età zero cinque anni con sospetto disturbo del neurosviluppo una settimana di osservazione in piccolo gruppo (3-4 bambini) da parte di una equipe multi-professionale composta da operatori della Neuropsichiatria Infantile, con il supporto di personale educativo di Agropolis”. Al temine della settimana viene condivisa con il genitore l’osservazione con l’ipotesi diagnostica e l’indicazione al percorso terapeutico.

Il Tavolo Integrato 05 si riunisce per accogliere eventuali bisogni relativi a fragilità ambientali e genitoriali associati al disturbo clinico”.

“L’attività è strutturata con piccoli gruppi di bambini – ha continuato Bianchini – per facilitare l’osservazione attenta dei comportamenti e delle dinamiche relazionali in una situazione naturale. I genitori sono presenti e partecipano, possono guardare il loro figlio o la loro figlia mentre gioca alla pari con altri bambini e si rapporta con le figure educative. Non solo, il progetto prevede momenti di condivisione fra genitori e specialisti. Questo per far sì che il momento della valutazione clinica sia il più partecipativo possibile e avvenga in un contesto e con modalità simili a quelle familiari, legate alla quotidianità”.

“Rispetto all’osservazione individuale in ambulatorio la modalità dell’osservazione di gruppo fornisce agli operatori una visione del bambino più autentica: il luogo, il gioco libero e le relazioni che scaturiscono dall’incontro con altri bambini e con i genitori facilitano la comprensione di eventuali problematiche. Il progetto Agro 05 è strettamente correlato al lavoro del Tavolo Integrato 05 che si è composto nella sua prima versione nell’agosto 2016 con il Consultorio – dal quale sono state promosse iniziative formative in collaborazione con il Settore Politiche Educative del Comune di Cremona”.

“In occasione della prima settimana di osservazione intensiva, che si è svolta dal 24 settembre al 28 settembre – ha concluso Bianchini – il tavolo integrato si è arricchito di referenti dei Servizi Sociali del Comune di Cremona, permettendo un raccordo in tempo reale tra servizio specialistico, Consultorio e Comune per i casi ad alta complessità”.

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