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Chiesa di Sant'Agostino,
la Vergine del Perugino
è tarlata in più punti

E’ tarlata in diversi punti del manto della Vergine, la tavola di Pietro Vannucci detto il Perugino custodita nel quinto altare della chiesa di Sant’Agostino. Il danno è visibile a occhio nudo e i buchi delle tarlature hanno un’estensione di una quarantina di centimetri quadrati. Il quadro venne eseguito dal Perugino su commissione della nobile famiglia Roncadelli, proprietaria del palazzo di via Colletta acquistato poi dalle Autostrade Centropadane per farne la propria sede di rappresentanza. Il pittore lo dipinse a Firenze e poi lo spedì a Cremona. Il quadro venne poi lasciato in deposito perpetuo alla chiesa di Sant’Agostino.

La tavola ha una storia molto avventurosa in quanto venne portato via e trasferito in Francia nel 1796 e poi restituito nel 1818. E’ senza dubbio uno dei capolavori più importanti della nostra diocesi. La Vergine è seduta in trono con il Bambino in braccio ed è affiancata dai Santi Giacomo e Agostino. L’opera è stata esposta la scorsa primavera a Bergamo in occasione della mostra su Raffaello e già quando è stato effettuato lo smontaggio e l’imballaggio erano emerse le tarlature. La segnalazione dei danni è già stata inviata alla Soprintendenza. L’ultimo grande restauro sulla tavola venne effettuato nel 1999 con qualche polemica sul colore verde troppo acceso del manto della Vergine.

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